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Quelle muse polverose che hanno ispirato la nostra grande letteratura

Il Gazzettino, 20 maggio 2008 TRA TRADIZIONE POPOLARE E CULTURA Quelle muse polverose che hanno ispirato la nostra grande letteratura Da Pasolini a Bacchelli, da Carducci a Pascoli, da Leopardi a Verga: quanti scrittori sono stati stregati dal fascino delle "stradicciole"! Lasciare le strade asfaltate per cercare quelle bianche, pure e candide come nuvole. Stradine che non trafiggono il territorio, non lo violentano al solo scopo di attraversarlo, di tagliarlo fuori dall'obiettivo unico che è la meta, la destinazione, l'arrivo. No, i cammini di un tempo si appoggiano sulla terra delicatamente, la assecondano, ne seguono gli andamenti e le bizze. Non lacerano il territorio deturpandolo, ma svolazzano su di esso a filo d'erba librandosi quasi in sospensione, come farfalle che vagano di corolla in corolla, per condurci dai ruscelli ai prati, dai fossi ai colli, dai boschetti agli argini. Ed è una piacevole scoperta, un calarsi in una realtà che rende possibile assolv...

ARCHEOLOGIA: TORNA VISIBILE PUBBLICO "SARCOFAGO AMAZZONI"

ARCHEOLOGIA: TORNA VISIBILE PUBBLICO "SARCOFAGO AMAZZONI" (AGI) - Firenze, 11 apr. - Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze torna ad esporre al pubblico uno dei suoi "gioielli": il Sarcofago delle Amazzoni. Sottoposto ad un intervento di ripulitura e restauro, il celebre Sarcofago, uno dei monumenti piu' significativi della storia della pittura antica, manifesto di arte magno-greca in terra etrusca, sara' esposto, nella sala a lui dedicata, al secondo piano del Museo. Martedi' 15 aprile il notissimo monumento sara' presentato al pubblico. L'ingresso e' libero. Nell'occasione sara' anche presentato il volume con lo studio scientifico, edito da Electa. Il Sarcofago di alabastro detto "delle Amazzoni" per il fregio pittorico che adorna la cassa e che rappresenta scene di lotta tra i Greci e le Amazzoni, tornera' cosi' ad ammaliare i visitatori del Museo. Rinvenuto a Tarquinia nel settembre del 1869, insieme ad un s...

NAPOLI - Scoperta una necropoli intatta da duemila anni Sommersa sotto la collina di Capodimonte è sfuggita ai tombaroli

NAPOLI - Scoperta una necropoli intatta da duemila anni Sommersa sotto la collina di Capodimonte è sfuggita ai tombaroli TIZIANA COZZI MARTEDÌ, 20 MAGGIO 2008 LA REPUBBLICA - NAPOLI E´ venuta alla luce in via Santa Teresa al Museo Una necropoli databile tra il IV secolo a. C e il III secolo d. C. è venuta alla luce sotto Via Santa Teresa al Museo. Un anno fa, nel corso dei lavori di ristrutturazione di un corpo di fabbrica del museo, è saltato fuori un pezzo di necropoli e solo ora sono stati presentati gli studi completi, nel corso di una conferenza al Museo Archeologico. Sommersa sotto la collina di Capodimonte, sfuggita ai saggi fatti in precedenza perché troppo profonda, la necropoli fu abbandonata dopo l´eruzione di Pompei del 79 a. C. ed è rimasta intatta nei secoli e inaccessibile ai tombaroli perché troppo profonda. «Per studiarla bisognava demolirla e superare il grande dislivello tra il fondo valle e l´accumulo di terra - dice James Bishop, a capo del gruppo di archeologi del...

A Torino Canaletto e Bellotto. I grandi maestri del vedutismo

La Repubblica 19.5.08 A Torino Canaletto e Bellotto. I grandi maestri del vedutismo A Torino, cento opere a Palazzo Bricherasio per i due pittori che furono il punto più alto della Venezia del ´700 TORINO. Quando si calano sul panno verde due assi come Antonio Canaletto e Bernardo Bellotto chi si nutre della grande tradizione del vedutismo europeo e del Grand Tour non può che gioire: anche se chi ha di questi vizi innocenti può aver nella testa un ideal-tipo di mostra, che magari non coincide del tutto col banchetto offerto, deve deporre le riserve e godersi lo spettacolo. Ed è questo che a me è capitato in Palazzo Bricherasio, a Torino, dove si tiene "Canaletto e Bellotto. L´arte della veduta" (fino al 15 giugno) con circa cento pezzi tra dipinti e disegni. I due veneziani sono pittori sommi che hanno rappresentato quanto di più alto ha prodotto la civiltà artistica della Serenissima nel Settecento, ebbero destini incrociati ma assai diversi. Canaletto fu il più celebre vedu...

GORIZIA: NOVITA' EDITORIALI AL FESTIVAL DI STORIA

Gorizia, 22 apr. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Sono numerose le novita' editoriali che saranno presentate nell'ambito de ''La storia in testa'', sezione il IV Festival internazionale della storia "e'Storia 2008", dedicata alle piu' recenti iniziative editoriali di carattere storico, in cartellone dal 16 al 18 maggio. Una di queste e' "Gli orfani di Salo'. Il Sessantotto nero dei giovani neofascisti nel dopoguerra 1945-1951" (Mursia), del giornalista Antonio Carioti, che presentera' l'opera nel corso dell'incontro ''Fascisti dopo il fascismo'' (17 maggio ore 18.30): un dialogo con il saggista Mimmo Franzinelli, autore de "La sottile linea nera. Neofascismo e servizi segreti da Piazza Fontana a Piazza della Loggia" (Rizzoli). Si preannuncia di rilievo la presentazione dell'opera della storica statunitense Rose Mary Shledon, "Guerra segreta nell'antica Roma", uno studio as...

PATRIMONI RITROVATI Splendono le mura di Roselle

PATRIMONI RITROVATI Splendono le mura di Roselle GIOVEDÌ, 15 MAGGIO 2008 il tirreno - Grosseto GROSSETO. Circa 130 metri di cinta muraria etrusca restituiti all’antico splendore, fruibili a tutti (o quasi) e con una straordinaria scoperta: una porta risalente al VI secolo e rimaneggiata in età tardo-ellenistica. Siamo a Roselle, nell’area nordorientale degli scavi del parco archeologico. Si trovano qui i resti delle antiche mura poligonali risalenti al VI secolo a.C, quando al posto delle rovine era un fiorente centro dell’Etruria meridionale che attingeva a piene mani, dall’Oriente e specie dalle colonie greche della Turchia, preziose fonti di ispirazione. A riportare in vita le mura con tutti i suoi complementi orientalizzanti, è stato un investimento di 200 mila euro finanziati a metà dal Comune di Grosseto e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, in stretta collaborazione con la Sovrintendenza archeologica della Toscana. A presentare i lavori, ieri, è stata la giunta comunale ...

«Il corpo è anche un luogo politico»

Liberazione, 16/06/2007 A colloquio con l'artista di Belgrado ospite alla Biennale danza di Venezia dedicata quest'anno all'eros. E' considerata la fondatrice della performance art. Ieri ha debuttato il suo lavoro "The erotic body" Marina Abramovic: «Il corpo è anche un luogo politico» Valentina Cosimati Venezia nostro servizio «La perversione nasce nel momento in cui si nega la sessualità come elemento fondamentale della condizione umana. Il corpo è un luogo da esplorare nelle sue meravigliose complessità». A pensarla così è l'artista di Belgrado Marina Abramovic, madrina della performance art , che ha reso il suo corpo un luogo di ricerca artistica e personale, di esplorazione estrema dei confini mentali e fisici al limite della sopravvivenza. Tra le sue produzioni più famose Rythm Ten (1973), Freeing the Body (1975), Imponderalia (1978), Rest Energy (1980), The Great Wall Walk (1988), Dragon Heads (1990), The Biography . Insignita del Leone d'oro ne...