sabato 21 novembre 2009

domenica 15 novembre 2009

Vasari, c’è una banca russa dietro l’acquisto. «Porteremo l’Archivio in mostra all’estero»

Vasari, c’è una banca russa dietro l’acquisto. «Porteremo l’Archivio in mostra all’estero»
13 NOVEMBRE 2009, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

Dispute

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MOSCA — La vendita dell’Archivio Vasari a un gruppo russo per 150 milioni di euro va avanti e gli acquirenti sono convinti di riuscire in futuro a superare il vincolo «pertinenziale » che lega le carte all’appartamento- museo del letterato rinascimentale ad Arezzo. Questo per portare i documenti (tra i quali figurano numerosi disegni di Michelangelo) all’estero e valorizzarli, «anche attraverso l’esposizione nei più importanti musei del mondo». Dopo lunghissime battaglie legali è stata riconosciuta la proprietà privata dei faldoni e oggi gli eredi di Giovanni Festari non accettano che questi rimangano chiusi in un armadio di Arezzo.

«Solo in Italia è possibile che un compendio del genere sia sacrificato all’interno di un armadietto blindato che si trova in una stanza del sottoscala di un’anticamera di un museo dove il custode mette le trappole per i topi», ha spiegato l’avvocato Alberto Marchetti che rappresenta gli eredi Festari, nell’incontro con alcuni giornalisti che si è svolto ieri a Mosca.

L’incontro doveva servire a chiarire la posizione dei venditori e quella degli acquirenti, rappresentati da Vasilij Stepanov, uno dei proprietari del Ross Group, del quale fa parte la Ross Engineering che è titolare dell’acquisto. Si tratta di una azienda che si occupa soprattutto di realizzare e gestire centri commerciali e che acquisterà l’Archivio Vasari con l’appoggio di una delle principali banche russe. Con questa, si legge in un documento consegnato alla stampa, la Ross ha «stipulato un accordo preliminare di opzione per l’acquisto dell’Archivio Vasari. L’accordo di opzione è definitivo e non è soggetto alla revoca ». Sembra di capire, quindi, che la proprietà potrebbe in un secondo momento passare alla banca. La Ross sostiene di voler acquisire l’Archivio per farsi conoscere in Italia e per poter così operare più facilmente sul mercato.

Vedremo ora cosa succederà ad Arezzo. È di mercoledì la notizia di un pignoramento dei documenti da parte del fisco italiano per un contenzioso, sembra, sulle imposte di successione. Lo Stato sta esaminando gli strumenti a sua disposizione per bloccare l’uscita dell’Archivio dal territorio nazionale. C’è poi l’opzione della prelazione, anche se la cifra in ballo è troppo alta. Ma l’avvocato Marchetti ironizza: «Nessuno si è scandalizzato per le gambe di Cristiano Ronaldo vendute a 100 milioni di euro; non vedo cosa ci sia di strano se opere di Michelangelo costano solo poco di più».

Fabrizio Dragosei