venerdì 16 maggio 2008

PATRIMONI RITROVATI Splendono le mura di Roselle

PATRIMONI RITROVATI Splendono le mura di Roselle
GIOVEDÌ, 15 MAGGIO 2008 il tirreno - Grosseto

GROSSETO. Circa 130 metri di cinta muraria etrusca restituiti all’antico splendore, fruibili a tutti (o quasi) e con una straordinaria scoperta: una porta risalente al VI secolo e rimaneggiata in età tardo-ellenistica.
Siamo a Roselle, nell’area nordorientale degli scavi del parco archeologico. Si trovano qui i resti delle antiche mura poligonali risalenti al VI secolo a.C, quando al posto delle rovine era un fiorente centro dell’Etruria meridionale che attingeva a piene mani, dall’Oriente e specie dalle colonie greche della Turchia, preziose fonti di ispirazione.
A riportare in vita le mura con tutti i suoi complementi orientalizzanti, è stato un investimento di 200 mila euro finanziati a metà dal Comune di Grosseto e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, in stretta collaborazione con la Sovrintendenza archeologica della Toscana.
A presentare i lavori, ieri, è stata la giunta comunale al completo, soddisfatta dello stato dei lavori se non fosse per l’intoppo di percorso. L’assessore al patrimonio, Anna Guidoni, che non partecipa alla cerimonia e resta bloccata di fronte alla biglietteria perché a Roselle gli scavi non sono attrezzati per i disabili. Ottimo spunto, nota Mario Cygielmann (direttore del centro di restauro della Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana), per provvedere a ulteriori investimenti e rendere fruibile a tutti questo straordinario lembo di civiltà etrusca. «Il valore di questa operazione - dice Cygielman - è quello di restituire alla pubblica fruzione un importante tratto di mura urbiche del VI secolo. Mura poligonali composte da grandi blocchi di pietra leggermente abbozzati».
Un restauro importantissimo, dice anche il sindaco Emilio Bonifazi, per rendere finalmente giustizia a questa struttura mostrandone tutta la grandiosità.
Il valore aggiunto è la scoperta di una porta “scea” all’ingresso alla città. Una porta come quelle della città di Troia: porte monumentali che costituivano la maggior forza difensiva della città cantata da Omero. Quella scoperta a Roselle risale al VIº secolo a.C. e chiudeva l’accesso alla città per facilitarne il controllo a persone o carri. Poi fu rimaneggiata, forse intorno al I secolo a.C, in età tardo-ellenistica (anche se ancora manca una datazione precisa), quando fu creato un vano per controllare ancor meglio il flusso esterno. Una scoperta importante, ma potrebbero esservene ancora altre, visto che il lavoro è lungo. «Il percorso complessivo delle mura è di 3 chilometri e 150 metri», chiosa Cygielman.
«Per ora sono stati restaurati circa 500 metri, quindi c’è ancora tanto da fare. Però piano piano, siccome Roma non fu fatta in un giorno, anche a Roselle si spera di procedere presto con altri restauri, con il contributo del Comune di Grosseto e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e con un programma possibilmente continuo di lavori».
Elisabetta Giorgi