mercoledì 29 dicembre 2010

Ezra Pound - Cantos

Ezra Pound - Cantos



Con Usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,

con usura

non v'è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l'Annunciazione dell'Angelo
con le aureole sbalzate,

con usura

nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,

il tuo pane sarà straccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio

CON USURA

la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l'usura, spunta
l'ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila.

Pietro Lombardo
non si fé con l'usura
Duccio non si fé con l'usura
né Piero della Francesca o Zuan Bellini
né fu "La Calunnia" dipinta con usura.

L'Angelico non si fé con usura, né Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata :"Adamo me fecit".

Con l'usura non sorse Saint Trophine e Saint Hilaire,

Usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio, non lascia tempo
per apprendere l'arte d'intessere oro nell'ordito;
l'azzurro s'incancrena con l'usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling

usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane drudo
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra giovani sposi

CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
carogne crapulano
ospiti d'usura.

sabato 25 dicembre 2010

Black Death HD Trailer



The year is 1348. Europe has fallen under the shadow of the Black Death. As the plague decimates all in its path, fear and superstition are rife. In this apocalyptic environment, the church is losing its grip on the people. There are rumors of a village, hidden in marshland that the plague cannot reach. There is even talk of a necromancer who leads the village and is able to bring the dead back to life. Ulric (Sean Bean), a fearsome knight, is charged by the church to investigate these rumors. He enlists the guidance of a novice monk, Osmund (Eddie Redmayne) to lead him and his band of mercenary soldiers to the marshland, but Osmund has other motives for leaving his monastery. Their journey to the village and events that unfold take them into the heart of darkness and to horrors that will put Osmund's faith in himself and his love for God to the ultimate test.

martedì 21 dicembre 2010

I marmi di Cascella Terme di Diocleziano

I marmi di Cascella Terme di Diocleziano
Sassi Edoardo
(17 dicembre 2010) - Corriere della Sera

Sedici lavori dell’ artista abruzzese alternati con sculture antiche, in un allestimento dominato dalla grande cupola simile a quella del Pantheon Il premier e lo scultore In mostra anche il bozzetto per l’ imponente mausoleo funebre realizzato dallo scultore per Casa Berlusconi ad Arcore E riapre al pubblico l’ Aula Ottagona Ha vissuto 87 anni, protagonista di una militanza creativa durata ben oltre il mezzo secolo, fino a ritrovarsi riconosciuto tra i più grandi esponenti della statuaria italiana del Novecento. Fu, negli ultimi anni di vita (era nato a Pescara nel 1921, è scomparso nel 2008) anche presidente dell’ Accademia di San Luca, nonché amico e sodale di artisti e letterati che ne apprezzarono l’ opera in marmo, pietra e travertino, da Sebastian Matta a Raffele Carrieri. Eppure, oggi, Pietro Cascella viene inevitabilmente, immediatamente e anche forse un po’ ingiustamente, associato all’ idea dello scultore-preferito-amico-personale del premier Silvio Berlusconi, e moltissimo anche del ministro Sandro Bondi, che proprio Cascella presentò per la prima volta al fondatore di Forza Italia. Prova ne sia che digitando su Google il nome di Cascella (Pietro, ché i Cascella furono e sono una dinastia di artisti da generazioni, a partire dal capostipite Basilio, campione di modernismo liberty, e fino al figlio e nipote di Pietro, Tommaso Cascella e Matteo Basilè) le ricerche che vengono suggerite in automatico sono, nell’ ordine: «Cascella Berlusconi», «Cascella scultore» e «Cascella mausoleo Berlusconi». Già, mausoleo. Perché come è noto Cascella, progettandolo dalla metà degli anni Ottanta, realizzò nei primi anni del decennio successivo il leggendario mausoleo funebre che si trova nel parco della villa di Arcore. E la tomba Berlusconi è uno dei 16 lavori esposti nella mostra retrospettiva dedicata allo scultore e inaugurata ieri nell’ Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Ovviamente si tratta del bozzetto in travertino, 50 centimetri di altezza per 80 di lunghezza, anzi del «tappo» del mausoleo, che in quanto funebre, in originale è di enormi dimensioni e dotato di cripta ipogea. Titolo dell’ opera, del 1986, «Volta celeste», in sintonia con il tema della mostra, intitolata «Pietro Cascella al Planetario: i segreti del cielo». La rassegna, a cura di Elena Pontiggia, riapre infatti ufficialmente al pubblico (e definitivamente, secondo quando detto ieri dai vertici del ministero per i Beni culturali, dopo lavori durati, a più riprese, molti anni e ora condotti a termine dalla Soprintendenza archeologica di Roma) uno dei gioielli antichi meno visti della città, l’ Aula Ottagona appunto, celebre sede, dal 1928 al 1980, del Planetario di Roma, dove fu collocato lo storico proiettore Zeiss donato negli anni Trenta dalla Germania come parte dell’ indennizzo per i danni della Prima Guerra. Straordinario ambiente, stratificato nei secoli (scendendo di qualche metro o dal pavimento in vetro si possono vedere resti di età tardo repubblicana e ambienti seicenteschi) l’ Aula è parte del grandioso sistema termale voluto da Diocleziano nel III secolo, forse un’ area di sosta tra la palestra e il calidarium oggi inglobato nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. E là dove un tempo «lucean le stelle» artificiali, si fanno ora ammirare, fino al 20 marzo, i lavori del maestro abruzzese (in mostra anche un video sulla sua vita, di Eleonora Margnelli), con un elegante e scenografico allestimento circolare (ottima anche l’ illuminazione) in cui il caratteristico tratto classico dello scultore ben dialoga con alcune sculture provenienti da antiche Terme ed esposte permanentemente nell’ Aula, da secoli sovrastata dall’ imponente cupola (23 metri di diametro) simile a quella del Panteon. Alla mostra (tel. 06.39967700) si accede con biglietto unico, valido per tre giorni nelle quattro le sedi del Museo nazionale romano. Biglietteria in via Parigi (Chiesa di Sant’ Isidoro), ingresso in via Giuseppe Romita. Edoardo Sassi

sabato 18 dicembre 2010

martedì 23 novembre 2010

Dal Tempio di Zeus a Porta V si fa luce

Dal Tempio di Zeus a Porta V si fa luce
LA SICILIA Venerdì 19 Novembre 2010 Prima Agrigento,pagina 33

Dal Tempio di Zeus a Porta V si fa luce. La luce come arte, come poesia, come musica, per accompagnare la visita di un luogo ancora vivo. E' quanto si propone il Parco archeologico Valle dei templi, attraverso l'illuminazione dei percorsi di visita, per stimolare e rendere più ricca di fascino, oltreché più sicura, la fruizione nelle ore serali. Nell'area archeologica sono stati realizzati alcuni interventi di illuminazione, altri sono ancora in corso di ultimazione. L'iniziativa è correlata all'apertura al pubblico, per la visita serale, fino alle ore 19, dell'area che si estende dal Tempio di Zeus, al Tempio di Castore e Polluce fino a Porta V. Per agevolare ai visitatori le operazioni di ingresso, la biglietteria di Sant'Anna resterà aperta fino alle 18, un'ora prima della chiusura.
«Attraverso l'arte di illuminare l'arte, con un gioco di luci, ben posizionate e distribuite - spiega il direttore del Parco, Giuseppe Castellana - è stato raggiunto l'obiettivo di valorizzare il bene, lo spazio che lo circonda, il contesto che lo racchiude e le persone che lo vivono».
In particolare, sono stati illuminati il piazzale Hardcastle e l'area antistante, con il parcheggio di Sant'Anna. Un programma di interventi comprende anche l'illuminazione di alcuni tratti di marciapiede della passeggiata archeologica e il Quartiere Ellenistico romano.
«Il nostro intento - continua Castellana - è quello di richiamare l'attenzione alla conoscenza della realtà archeologica ed ambientale e di promuovere la fruizione nella Valle. A tal fine ben si coniugano questo tipo di interventi».

martedì 16 novembre 2010

Il Guardian: la casa dei gladiatori? Non sarà l’ultimo crollo

Il Guardian: la casa dei gladiatori? Non sarà l’ultimo crollo
Corriere di Mezzogiorno 14 nov 2010 Caserta

Parla Andrew Wallace-Hadrill, l’archeologo con oltre 20 anni di esperienza negli scavi

NAPOLI— La Casa dei gladiatori non sarà certamente l’ultimo tesoro di Pompei a crollare. Soprattutto se il mantenimento del sito rimarrà quello che è. Lo denuncia il professor Andrew Wallace-Hadrill, archeologo con oltre 20 anni di esperienza a Pompei, in un’intervista al Guardian. «Potrebbero anche essere spese decine di milioni e il sito potrebbe non rimanere protetto», afferma, sottolineando che le case romane non erano state costruite per durare in eterno. Le critiche alla soprintendenza di Napoli sono «facili e ingiuste», dice, precisando che «queste strutture sono talmente uniche che stiamo cercando di ottenere da loro di più di ciò per cui erano state costruite».

Ma resta che «una gran parte del sito sta crollando» e «gli edifici che sono stati portati alla luce devono essere conservati in modo appropriato», anzi «Pompei continuerà a decadere, a meno che non si metta in opera una manutenzione più accurata su base regolare», spiega invece Jo Berry, archeologa della Swansea University, autrice del saggio The Complete Pompeii, convinta anche lei che «le persone che lavorano al sito, molte da diversi anni, fanno il meglio che possono in una situazione difficile».

«La maggior parte dei musei italiani ed alcuni fra i più importanti siti culturali del paese sono chiusi per un atto di protesta contro una legge dell’esecutivo che prevede il taglio dei fondi», è quanto dice invece il sito della Bbc, la più importante struttura radiotelevisiva del Regno Unito e tra le maggiori mondiali, che ha scelto di aprire così la pagina culturale. L’emittente prosegue affermando che «centinaia di musei, gallerie d’arte e siti archeologici hanno aderito alla mobilitazione». La Bbc fornisce anche una spiegazione degli effetti economici della legge 122, specificando che «il partimonio culturale italiano supera quello di qualsiasi altra nazione». «Il crollo di una struttura a Pompei la scorsa settimana — dice la Bbc — ha messo in discussione le effettive capacità del territorio (italiano ndr) di amministrare le sue ricchezze».

E dalla capitale pure giungono critiche alla disastrosa gestione del sito archeologico. «La grande attenzione dimostrata dalla stampa e dai network internazionali dimostra quanto sia eclatante la disattenzione che il governo italiano, ormai da anni, riserva alla cultura nel nostro paese», dice l’assessore romano alle Politiche culturali e della Comunicazione Umberto Croppi. «Non era mai successo prima che in Italia tutto il mondo della cultura e tutte le amministrazioni locali, di qualsiasi colore politico, si attivassero in maniera così compatta ed energica per denunciare la catastrofe verso cui si sta avviando la gestione della cultura in Italia».

domenica 14 novembre 2010

In un paese come l´Italia, ricchissimo di vestigia della storia, sono le scelte degli uomini che valorizzano un sito archeologico invece che un altro. E forniscono alle pietre emerse dall´oblio un significato culturale

La Repubblica 11.11.10
Il passato messo in scena. Intervista con Marc Augé
In un paese come l´Italia, ricchissimo di vestigia della storia, sono le scelte degli uomini che valorizzano un sito archeologico invece che un altro. E forniscono alle pietre emerse dall´oblio un significato culturale

PARIGI «Più che indicarci il senso della storia, le rovine ci consentono di provare il sentimento di un tempo puro, quasi indefinito. Esse, infatti, pur facendo riferimento ad un passato storico, si presentano come un frammento di tempo immobile, sottratto ad ogni divenire.» Al tema delle rovine l´antropologo Marc Augé ha dedicato un affascinante saggio intitolato Rovine e macerie (Bollati Boringhieri), in cui s´interroga sul loro significato simbolico e temporale: «Le rovine contribuiscono alla spettacolarizzazione del mondo. Sono un luogo ridotto a spettacolo, di fronte al quale rimaniamo affascinati dall´immagine del tempo cristallizzata in uno spazio definito. Le rovine sono sempre una ricostruzione, una messinscena che produce un paesaggio diverso da quello originario, proponendone un uso inedito. Insomma, quello delle rovine non è un paesaggio storico, ma solo un´immagine irrigidita del tempo. Le rovine più che un non luogo, sono un falso luogo».
In che modo le macerie diventano rovine?
«È il nostro sguardo che le rende tali. Soprattutto in un paese come l´Italia, ricchissimo di vestigia del passato, sono le scelte degli uomini che valorizzano un sito archeologico invece di un altro, trasformando le pietre emerse dall´oblio in rovine dotate di un significato culturale. Senza il nostro lavoro di valorizzazione, i resti del passato rimarrebbero semplici macerie. Le rovine nascono da un intervento umano che modella uno spazio ad uso del presente. Naturalmente, può anche accadere l´inverso. Le rovine possono ridiventare macerie, come è accaduto a Pompei. D´altronde, le rovine sono fragili, hanno bisogno di cure e attenzioni. Sul piano simbolico, le rovine che ritornano ad essere macerie, sono un segno della nostra incapacità di prenderci cura del passato, ma anche una conferma di quell´impressione di degrado generalizzato oggi molto diffusa».
Le rovine possono avere una funzione pedagogica?
«Più che altro, l´uso e la valorizzazione delle rovine contiene spesso un´intenzione politica, che sfrutta l´immagine del passato per finalità molto contemporanee. Ad esempio, attraverso le rovine prende corpo l´ideologia della continuità e del radicamento, anche perché quasi sempre le rovine sono letteralmente strappate alla terra, come delle radici».
Gli edifici di oggi saranno le rovine del futuro?
«Non penso che la storia futura produrrà nuove rovine. Non ne avrà più il tempo. Gli edifici costruiti oggi non sono concepiti per durare. Non appena invecchiano, vengono demoliti e sostituiti da nuove costruzioni. Il ritmo delle ricostruzioni è ormai diventato troppo veloce perché un edificio abbia il tempo di trasformarsi in rovina. L´accelerazione generalizzata dei ritmi di vita e il bisogno di ricambio continuo non consentono più alle cose d´invecchiare. Noi produciamo macerie, non rovine».
Una società che non produce rovine è schiava del presente?
«Probabilmente sì. Quella che si va delineando è una società che non avrà più bisogno di memoria, vera o falsa che sia. Farà a meno della spettacolarizzazione del passato, poiché vivrà in un presente assoluto dominato dalle immagini, dove le nuove Disneyland si faranno carico di riprodurre integralmente i monumenti andati persi. Un po´ come a Las Vegas. Noi siamo gli ultimi figli della cultura classica che ha prodotto un vero e proprio culto del passato. Oggi però viviamo in una società che non pensa più che dal passato si possano trarre utili lezioni».

martedì 9 novembre 2010

Per sconfiggere il crimine basta ascoltare Mozart

La Repubblica 9.11.10
L´esperimento nella città di Christchurch, in Nuova Zelanda
Gli altoparlanti diffondono le sinfonie e i reati spariscono
Per sconfiggere il crimine basta ascoltare Mozart
di Cristina Nadotti

Il musicologo "Quelle note sono un miracolo di perfezione ed equilibrio che predispone alla tranquillità"
Nell´ottobre 2008 gli agenti avevano rilevato 77 illegalità a settimana. Sono diventate solo due nello stesso periodo di quest´anno

Le mucche fanno più latte, i neonati crescono meglio e le città diventano più sicure. Tutto merito di Mozart, della sua musica serena ed armoniosa. Dopo gli studi scientifici, ad accertare gli effetti benefici e sorprendenti dell´armonia mozartiana ci sono i rapporti sulla sicurezza nelle strade. La polizia di Christchurch, terza città della Nuova Zelanda per numero di abitanti, ha reso note le statistiche su crimini minori commessi nel City Mall, quartiere commerciale dal 2006 al centro di una vasta opera di abbellimento e riqualificazione e dal 2009 allietato dalla musica di Mozart. L´anno scorso, infatti, insieme alla realizzazione di una vasta area pedonale, le autorità municipali hanno deciso di installare nelle vie commerciali del quartiere degli altoparlanti, per diffondere le opere del genio di Salisburgo.
L´effetto-sicurezza è stato immediato, con una drastica diminuzione della microcriminalità. Nell´ottobre 2008 gli agenti municipali della zona avevano rilevato 77 crimini a settimana, diventati soltanto 2 nello stesso periodo di quest´anno. Scomparsi gli incidenti legati al consumo di droghe e alcol: ne erano stati rilevati 16 nel 2008, non ce n´è stato alcuno quest´anno. E Mozart rilassa, questa è la convinzione dei commercianti di Christchurch, che hanno riferito alla polizia di avere molti meno problemi con i clienti grazie alla colonna sonora di musica classica. Nel 2008, prima della diffusione di sonate e sinfonie, i gestori di negozi avevano riferito di 35 casi di clienti rissosi, per allontanare i quali si erano dovuti rivolgere alla sicurezza, mentre dopo la cura Mozart i problemi sono spariti.
Non è la prima volta che la musica classica è utilizzata per tenere lontani ladruncoli e attaccabrighe da alcune zone. All´inizio del 2000 nella cittadina di Tyne and Wear, nel Nord dell´Inghilterra, la musica di Mozart era stata diffusa dagli altoparlanti della stazione ferroviaria locale per tenere alla larga «i giovinastri che bighellonavano lì intorno». I critici avevano parlato di «Mozart usato come un´arma», uno dei tanti esperimenti in cui si «abusa dei capolavori dell´umanità per punire i giovani», mentre i responsabili della ferrovia locale avevano sciorinato con orgoglio i risultati dell´iniziativa, mostrando le immagini di una stazione "liberata" da ospiti indesiderati.
Più che un effetto calmante, confermano anche dalla Nuova Zelanda, la musica classica e in particolare quella di Mozart pare avere il merito di tenere lontani i più giovani, le teste calde, i bighelloni. Non è poi soltanto questione di gusti musicali, almeno secondo il sergente maggiore Gordon Spite, della polizia municipale di Christchurch, che ha spiegato al New Zeland Herald come la diffusione della musica classica dagli altoparlanti dia l´idea di un territorio presidiato, non abbandonato a se stesso. «Se ti trovi in un´area che sembra deserta - ha detto il poliziotto - è un chiaro messaggio che a nessuno importa di quel che succede e puoi far quel che ti pare».
«Posso confermarlo anche io - racconta il compositore italiano Marco Tutino - quando ero direttore del Teatro Comunale di Bologna avevo fatto la stessa cosa, diffondendo musica classica dagli altoparlanti all´esterno. Dai portici si erano allontanati tutti i gruppetti di vagabondi e punkabbestia che stazionavano lì intorno». Mozart usato come sfollagente, dunque? «No - è la convinzione di Tutino - è ormai noto che la musica influisce sulla psiche e quella di Mozart è una tale miracolo di perfezione, di simmetrie ed equilibrio che predispone alla tranquillità». È quel che sosteneva lo studio dell´Università di Tel Aviv nel 2009, secondo il quale i neonati prematuri grazie a Mozart si calmano, si muovono meno e dunque acquistano peso più rapidamente. Non è soltanto l´attività cardiaca dei neonati a rallentare, ma anche quella degli adulti e la musica classica, Mozart su tutti, è usata da tempo per aiutare la normalizzazione del battito cardiaco di pazienti colpiti da ictus. «Non c´è soltanto Mozart - precisa però Tutino - è la musica nel suo insieme ad avere un effetto benefico e sono molte le composizioni ad hoc per rilassare».

lunedì 18 ottobre 2010

Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia
copertina del libro
Lucrecia Borgia (Memorias de Satanás)

Arte e Letteratura


Arte e Letteratura

giovedì 7 ottobre 2010

Mircea Eliade et la redécouverte du sacré

Mircea Eliade et la redécouverte du sacré

retrouver ce média sur www.ina.fr

sabato 18 settembre 2010

giovedì 13 maggio 2010

CHRISTINE-CRISTINA, Trailer 2010 (regia Stefania Sandrelli)



Primo ciak da regista per Stefania Sandrelli, che dirige a Roma le prime scene del film Christine, il film che segna il suo debutto dietro la macchina da presa, prodotto da Cinema11Undici e Diva in collaborazione con rai Cinema e scritto da Giacomo Scarpelli, Marco Tiberi e la stessa Sandrelli, con la supervisione di Furio Scarpelli.
L'attrice dirige la figlia Amanda, che interpreta la poetessa Cristina da Pizzano, una figura poco nota ma esemplare nella storia della letteratura.
Italliana, vissuta in Francia nel momento del passaggio dalla notte del Medioevo all'alba dell'Umanesimo, Cristina fu infatti la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna, cioè scrivendo e pubblicando opere poetiche.

sabato 8 maggio 2010

domenica 2 maggio 2010

mercoledì 14 aprile 2010

Da Canfora e Eco a proposito di Ipazia

l’Unità 13.4.10
Due incontri
Da Canfora e Eco a proposito di Ipazia

In occasione dell’uscita in Italia il 23 aprile di «Agora», il nuovo lavoro di Alejandro Amenábar, la casa di distribuzione Mikado organizza due incontri per approfondire la vicenda del personaggio principale del film: Ipazia.
Domani a Roma (ore 18,00, alla Sala Igea di Palazzo Mattei-Istituto della Enciclopedia Italiana, via Paganica, 3-4), in collaborazione con l’Istituto Treccani, interverranno il filologo e saggista Luciano Canfora, la storica bizantinista Silvia Ronchey, il filologo e critico letterario Carlo Ossola, il filosofo della scienza Giulio Giorello, i giornalisti Antonio Gnoli e Gabriella Caramore.
A Milano, il 20 aprile alle 18, presso la Sala delle Colonne della Banca Popolare (via San Paolo, 12), in collaborazione con la rivista «Reset», saranno presenti all’incontro introdotto dal direttore della rivista Giancarlo Bosetti, lo scrittore Umberto Eco, la studiosa di diritto romano Eva Cantarella, il teologo Vito Mancuso, la medievalista Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri (che interviene in questa pagina). Parteciperà anche Alejandro Amenábar.

martedì 9 marzo 2010

Dietro la cornice, segreti dell archivio Ferper

Dietro la cornice, segreti dell archivio Ferper
Daniela Spinella
il manifesto, ed. Roma, 9 marzo 2010

MOSTRE · Da Correggio a Leonardo al Chiostro Borromini
Dietro la cornice, segreti dell archivio Ferper
Daniela Spinella

«Con questa mostra vogliamo sensibilizzare il pubblico sui problemi del restauro delle opere d'arte», dice Alice Leardini, che dell'esposizione al chiostro del Borromini a Roma ne è la curatrice nonché critico d'arte. Sono in tutto una ventina di radiofotografie di dipinti realizzate per esami diagnostici e risalenti ad i primi decenni del XIX secolo. Ad organizzare l'esposizione è il Centro Culturale Rinascita Artistica di Roma, che ha messo a disposizione del pubblico la propria parte di archivio Ferper, su 200 radiofotografie in tutto. Realizzate a illuminazione radente e diretta, fotografano la Gioconda ed i suoi particolari - immagine diventata anche il simbolo della Pinacologia, disciplina nata a partire da questi studi che sono importanti proprio perché permettono di scoprire aspetti nascosti del dipinto, ciò che un semplice occhio di osservatore non può fare. Ma non solo Leonardo: anche studi sulla Danae di Correggio, la Madonna e S. Giovannino del Pontormo, Jupiter e Antiope di Tiziano e su dipinti di maestri francesi del XVIII secolo. La restante parte dell'archivio Ferper è stata donata nell'86 all'Istituto Centrale del Catalogo e del Restauro e costituiva integralmente gli studi radiofotografici del laboratorio del Louvre fatti qualche anno prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. L'iniziativa fu di Fernando Perez, ambasciatore Argentino in Francia ma innamorato della cultura del Belpaese, che conquistò gran parte degli studiosi europei arrivati a Roma nel 1930 per ascoltare le sue dissertazioni al Congresso Internazionale di Studi scientifici ed artistici. Fu da questo momento che cominciò a crearsi il repertorio pinacologico oggi scisso in due proprietà. La «paternità», anzi «maternità», anche italiana di questi studi è della dott. Anita Garzia, ricercatrice all'università di Napoli nel 1930 e collaboratrice del prof. Perez al tempo dell'audace progetto di aprire un laboratorio pinacografico al Louvre. La tecnica e la scienza apprese a Parigi e importate in Italia dalla prof.ssa Garzia divennero le ragioni per continuare gli studi, articolati ma fondamentali, a Napoli con l'apertura della Pinacoteca e del suo laboratorio. I due scoprirono in cinque anni le tecniche pittoriche di artisti fino a quel momento avvolti dall'« aura » mitica, come le velature di Tiziano ottenute dalla sovrapposizione di colore e dall'interposizione di vernici oleose o la paternità leonardiana del S. Girolamo dei musei vaticani rilevata attraverso le sue impronte digitali. Ma la guerra riuscì ad arrestare l'entusiasmo del laboratorio, che nella fretta di proteggere dai bombardamenti bellici subì molti danni tanto da perdere parte del proprio repertorio radiofotografico. E anche se non ci riveleranno mai la vera identità della Gioconda, queste immagini restano sempre «confessioni» artistiche di dipinti famosi. Alla «luce per una settimana.
Via del Quirinale, 23, orari: 9-13 15-19

martedì 9 febbraio 2010

domenica 7 febbraio 2010

venerdì 5 febbraio 2010

Pianta allegorica dell'edificio della filosofia - 1503

Pianta allegorica dell'edificio della filosofia - 1503

Emblemi dei poeti di Corte - Da una incisione in legno attribuita al Durer

Emblemi dei poeti di Corte - Da una incisione in legno attribuita al Durer

Enea Silvio Piccolomini incoronato da Federico III

Enea Silvio Piccolomini incoronato da Federico III
Affresco di Bernardino Pinturicchio

Trionfo dell'Amore secondo il Petrarca

Trionfo dell'Amore secondo il Petrarca

domenica 31 gennaio 2010

domenica 10 gennaio 2010