lunedì 11 agosto 2008

«Firenze non è Dubai, no alla pensilina di Isozaki»

«Firenze non è Dubai, no alla pensilina di Isozaki»
Bucci Stefano
(8 agosto 2008) - Corriere della Sera

Il caso Il ministero boccia il progetto dell' architetto giapponese. Zeffirelli e Sgarbi d' accordo


Una sindrome di Stendhal al contrario, un vero e proprio choc che colpirebbe chi si dovesse trovare davanti alla pensilina dei Nuovi Uffizi a Firenze. Proprio per questo il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi si dice «contrario» al progetto dell' architetto giapponese Arata Isozaki. Il ministro, però, rilancia: «Confrontiamoci davanti a un tavolo, ma non facciamo come la sinistra e ascoltiamo tutte le voci culturali della città, i favorevoli come i contrari. Senza nessuna chiusura». Il prossimo appuntamento di questa storia all' apparenza senza fine, iniziata nel 1988 con il concorso internazionale bandito dall' allora sindaco di Firenze Mario Primicerio e dall' allora soprintendente Antonio Paolucci, è così fissato per settembre. Bondi, che invita al confronto lo stesso architetto giapponese («lo stimo»), chiarisce ulteriormente la sua posizione sul progetto di Isozaki: «Non sono assolutamente contrario all' architettura moderna in sé, ma non è possibile pensare ad un nuovo progetto per una città rinascimentale come se non ci fossero mai stati Michelangelo e Vasari. Perché Firenze non è Dubai». No, dunque, alla pensilina («lo Stato non può autorizzare un intervento che ogni soprintendenza boccerebbe a un privato»), e no anche alla tramvia: «Dovremmo ripensare soprattutto la linea che passerà vicino al Battistero» (nei giorni scorsi si sono staccate alcune pietre dal soffitto della Torre di Porta al Prato e la soprintendenza non ha escluso un collegamento fra questo distacco e i lavori per la tramvia). In questo caso c' è già stato, tra l' altro, un pronunciamento degli stessi cittadini (il 53,8% dei fiorentini si è dichiarato contrario). Un referendum sulla pensilina? «Non credo sia necessario, cominciamo con ascoltare tutti». A suo tempo a favore del progetto si erano schierati (con tanto di appello) Zubin Metha, Achille Bonito Oliva, Alberto Asor Rosa, Giorgio van Straten. Contraria, in blocco o quasi, la destra. Dopo la bocciatura di Bondi, immediata la reazione di Franco Zeffirelli: «Sono veramente confortato che un ministro non debba subire i ricatti della cultura progressista». E di Vittorio Sgarbi (grande avversario della pensilina che a suo tempo aveva paragonato a un materasso rovesciato): «Così Bondi interpreta nel modo migliore la garanzia del patrimonio culturale italiano».

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