domenica 11 maggio 2008

A via Gradoli dormono gli etruschi

A via Gradoli dormono gli etruschi
SERGIO SILVA
Il Tempo (Roma) 25/10/2006

UN insediamento rurale etrusco risalente al periodo arcaico, VII-VI secolo A.C., è stato scoperto a poco meno di due miglia romane in linea d’aria fuori le mura della città di Veio verso la Città eterna. Una tomba a camera con un lungo dromos e cinque loculi scavati nel tufo, i resti di un’abitazione, una vasca per raccogliere acqua ed alcuni tratti di una rete idrica costituita da due pozzi e decine di metri di condotte sotterranee da far meravigliare gli ingegneri moderni, costituiscono uno dei maggiori ritrovamenti effettuati negli ultimi anni al di fuori dei consueti siti archeologici. Il sito risulta di particolare interesse proprio perché contiene cose appartenenti alla vita quotidiana di una famiglia etrusca. Il rinvenimento è avvenuto nel corso degli scavi preliminari all’interno di un’area destinata ad ospitare un complesso residenziale nella zona a nord della Capitale nei pressi di Via Gradoli, stradina che scende verso la stessa valle del ritrovamento archeologico appena avvenuto e salita alle cronache politico-giudiziarie ai tempi delle brigate rosse per aver ospitato la prigione del presidente Aldo Moro. «Si tratta di una tomba di grande rilievo - afferma la dottoressa Daniela Rossi Diana, archeologa della Soprintendenza di Roma - perché dislocata lontano da centri abitati importanti e soprattutto per la sua grandezza. È costituita infatti da due stanze, una grande, l'altra più piccola, ed un ingresso pianeggiante lungo circa una decina di metri. Dai primi rilievi possiamo dire che la tomba risale al primo quarto del VI secolo a.C. Probabilmente era destinata ad ospitare l'intera famiglia del proprietario terriero della villae». All'ingresso sono stati trovati numerosi elementi architettonici stile etrusco corinzio, mentre sul pavimento sono stati recuperati i resti dei banchetti funebri che si tenevano ai margini dell'area sepolcrale per onorare il defunto appena seppellito. All'interno della tomba è stato trovato molto materiale di varie epoche, buccheri, ceramiche, brocche, piattelli, orci per olio. Nei loculi scavati negli strati di argillone o di tufo vulcanico, a secondo delle venature del terreno, sono state trovate pochissime ossa ma molti resti di defunti che hanno subìto il rito incineratorio. Sul lato sinistro della tomba è stata trovata una grande vasca, ampia ma poco profonda, che mostra forti tracce di usura sia sul fondo che sulle pareti laterali. Al momento dello scavo è stata rinvenuta, ripiena di antichi materiali di scarto risalenti al VI-V secolo a.C., una sorta di discarica di oltre 2500 anni fa. Allo stato attuale non è stato possibile ai tecnici stabilire l'uso della vasca, che fra l'altro è attraversata da un canaletto scavato sul fondo di cui si ignora lo scopo, ma risalente alla prima metà del 1500 A.C. L'area circostante è fonte di ulteriore studio poichè rappresenta una novità assoluta: due pozzi circolari dal diametro di oltre un metro sono stati scavati intorno al V secolo a.C., probabilmente adibiti al controllo della canalizzazione sotterranea che convogliava le acque piovane ad altre vasche più a valle destinate a raccogliere acqua per annaffiare i campi e per abbeverare le bestie. La prossima campagna di scavo verterà sulla scoperta della rete idrica costruita dagli etruschi oltre duemila anni fa.

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