mercoledì 14 maggio 2008

La sorprendente sintassi dell'arte rupestre

il manifesto 22.5.07
La sorprendente sintassi dell'arte rupestre
La «grammatica» e la «sintassi» dell'arte rupestre sono al centro di un convegno internazionale in corso fino al 24 maggio al Centro congressi di Darfo Boario Terme in Val Camonica. Presentando l'incontro, cui prendono parte alcuni dei maggiori esperti mondiali di arte rupestre, il paleontologo Emmanuel Anati, direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici, ha infatti sottolineato come le ultime ricerche abbiano rivelato che le incisioni su roccia, dagli studiosi finora semplicemente catalogate e descritte, possedessero in realtà «una loro grammatica e sintassi, che venivano lette e comprese dai popoli preistorici e che possono essere rilette anche oggi». Nel corso del simposio, dunque, verranno interpretati per la prima volta diciannove monumenti dell'arte rupestre della Borgogna, le cui incisioni riprodurrebbero, secondo gli archeologi, una serie di accordi stipulati per la possibilità di accoppiamento tra gruppi diversi. In altre parole, si tratterebbe delle testimonianze dei primi contratti di matrimonio realizzati trentamila anni fa. Parallelamente al simposio, si tengono inoltre due mostre: la prima analizza l'elemento più semplice dell'arte rupestre, il punto, mentre la seconda si occupa della decodificazione di una roccia, situata in Val Camonica e istoriata con sessantaquattro figure (tra cui un grande simbolo fallico in stato eiaculatorio), rappresentazione di un vero e proprio ciclo che racconta la storia di uno spirito dell'energia virile il quale, oltre a fecondare, svolge un ruolo da intermediario con gli spiriti ancestrali.

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