giovedì 15 maggio 2008

Il movimento chiede una legislazione sul naturismo

Liberazione, 26/08/2007
Il movimento chiede una legislazione sul naturismo
I nudisti non piacciono
all'Italia ossessionata
dai corpi perfetti

Laura Eduati
«Ha mai provato a nuotare senza costume? O a prendere il sole nuda? Se lo facesse, capirebbe da sola perché preferiamo il nudismo». Nessuna smania di esibizionismo, semplicemente il piacere fisico di stare a contatto con la natura senza malizia né ostentazione. Insomma, «il posto più sbagliato per rimorchiare è un campo nudista». Anche perché a frequentarlo sono spesso coppie non giovanissime, anziani e famigliole senza grilli per la testa.
Antonio Scarpetti, presidente della sezione sarda dell'Unione naturisti italiana, da decenni si presenta in spiaggia come mamma l'ha fatto. Ed è stanco di una Italia che continua a scandalizzarsi: «Il nostro Paese è l'unico in Europa a non avere una legislazione sul naturismo. Rimaniamo soltanto noi e i Paesi arabi».
Sai che novità. Così non dovrebbe sorprendere la multa da 102 euro comminata dagli uomini della Forestale a trenta naturisti che si abbronzavano sommessamente sulla spiaggia di Bufalara, a Sabaudia. Motivo: atti osceni in luogo pubblico. Nonostante il gruppo si fosse appartato in una zona solitamente frequentata dai nudisti, lontana dagli ombrelloni delle famiglie in bikini. Ma tant'è, la spiaggia è pubblica e non si possono mostrare impunemente i genitali a chicchessia. La notizia è approdata sui quotidiani nazionali per quello che il comitato ecologista Ecoblu ha definito «per il numero di persone coinvolte, un nuovo primato nazionale». Ecoblu ha poi invitato Prodi a visitare, «nudo o vestito», un campo naturista per verificare di persona l'assurdità di equiparare il nudismo all'atto osceno. In attesa di fotografare il premier senza veli, il sindaco di Sabaudia Alessandro Maracchioni (Forza Italia) chiarisce che da uomo di «educazione vecchio stampo» non concederà mai un pezzo di spiaggia ai nudisti: «Sono convinto che in un posto dove si trovano bambini e famiglie non si possa andare in giro nudi».
Forse Maracchioni non lo sa, ma una delle proposte di legge sul naturismo è stata presentata proprio da un deputato forzista, tale Piergiorgio Massidda. In Parlamento il nudismo è bipartisan: il primo a proporre una normativa fu l'onorevole Sauro Turroni (Verdi) nel 1996, l'ultimo Franco Grillini (Sinistra democratica) nel 2006, ma in dieci anni la depenalizzazione del naturismo e l'istituzione di strutture per naturisti non sono mai approdate al calendario delle camere. Nel frattempo l'Emilia Romagna ha approvato una legge regionale che valorizza la pratica del naturismo. Il Lido di Dante (Ravenna), il Lido di Volano (Comacchio) e Capocotta (Roma) sono tuttora le uniche tre spiagge pubbliche ufficialmente riservate a chi non ama gli impicci del costume.
Nel resto d'Italia i nudisti si devono accontentare di pezzi di litorale dati in concessione alle associazioni - ce ne sono una decina, concentrati in Piemonte, Emilia Romagna,Liguria e Sardegna - oppure di spiagge che ormai vengono frequentate esclusivamente dai naturisti come il Nido dell'Aquila (Livorno), Marina di Camerota (Salerno) e Isola di Capo Rizzuto (Crotone). Sempre in agguato il rischio di beccarsi una denuncia per atti osceni in luogo pubblico o per oltraggio alla pubblica decenza. Se fino agli anni '50 e '60 si aprivano le porte del carcere, negli ultimi tempi nessun magistrato ha avuto il cuore di condannare un nudista. Nel 2000 la Corte di Cassazione ha riconosciuto che in alcune spiagge la nudità è una tradizione ormai consolidata e dunque consentita. Il bagnante che non la sopporta farebbe bene a stare lontano.
Poveri nudisti italiani, costretti a nascondersi nelle spiagge-ghetto. In Europa gli amanti della tintarella integrale sono almeno 20 milioni, concentrati in Scandinavia, Francia e Germania. E poi, meglio chiarire il significato delle parole: il naturismo è una filosofia di vita nata nell'800 e poi consolidata in Germania con la Nacktkultur (cultura della nudità), e che consiste nel contatto libero con la natura, vegetarianesimo, abolizione di alcol sigarette e droghe; il nudismo è soltanto un aspetto del naturismo.
L'Italia bacchettona arriva come al solito in ritardo, dopo aver condannato i pochi amanti del corpo libero che si rifugiavano sull'isola di Ponza e a Focene (Roma): nel 1964 nasce l'Unione naturisti italiani, oggi confederata nella Federazione naturista italiana (Fenait). A quarant'anni dall'ufficializzazione del movimento, capita di sentire ancora commenti come quello di Carmen Llera Moravia, intervista dal Corriere della Sera sull'episodio delle multe a Sabaudia: «La nudità spesso è orribile. Non sono talebana, ma coprirei tutti con un velo. Che bisogno c'è di mettersi in mostra? Comunque per me è solo una questione estetica, non morale». Opinabile, ma coglie il punto. E cioè che esiste una differenza sostanziale tra il nudista e un bagnante qualunque: il primo non va in ansia per la prova costume. Anzi. Il nudista se ne frega di apparire bello, aitante, muscoloso, abbronzato, erotico. Provate a frequentare un campo naturista: la maggior parte delle persone mostra un corpo naturale e dunque cicciottello, bianco, avvizzito. Proprio perché la seduzione è bandita e, come diceva il sardo Scarpetti, «è il posto più sbagliato per rimorchiare». Cioè l'esatto contrario di una spiaggia da bikini, dove la finta naturalezza di un topless o di un tanga nasconde un richiamo erotico. Lo sostiene il sociologo francese Jean-Claude Kaufman, autore di una ricerca apparentemente frivola sul seno nudo esibito al mare: "Corpi di donna, sguardi di uomo. Sociologia del seno nudo" (Raffaello Cortina Editore, pp. 270, euro 22). Dice Kaufman: «Nei campi naturisti il criterio estetico ha un ruolo insignificante e gli animatori del movimento desidererebbero, anzi, che esso scomparisse del tutto». Sulle altre spiagge, invece, la bellezza è un criterio fondamentale. Bellezza che, sostiene Kaufman, nasconde erotismo e seduzione.
Dunque Carmen Llera svela il trucco: la spiaggia è per i belli, per chi se lo può permettere, per chi ha voglia di una avventura e si mostra al meglio. Gli altri se ne stiano coperti.
«La parola bellezza è l'unica parola che la spiaggia ha sulle labbra» conclude Kaufman.
Così il ribrezzo italiano nei confronti dei naturisti ha due spiegazioni: una morale- cattolica-sessuofoba come quella del sindaco di Sabaudia (come puoi pensare di mostrarti ignudo davanti a bambini innocenti?) e una estetica (perché devo sorbirmi l'enorme sedere cellulitico della signora Rossi?). Naturalmente quando si tratta di donne bellissime e semi-nude sui cartelloni pubblicitari, tutto viene perdonato.


26/08/2007

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