domenica 11 maggio 2008

E' italiano l'Uomo più antico d' Europa. Scoperti nel Gargano manufatti datati 1milione e 700 mila anni fa

E' italiano l'Uomo più antico d' Europa. Scoperti nel Gargano manufatti datati 1milione e 700 mila anni fa
Luigi Bignami
La Repubblica 21/10/2006

MILANO — Immensi spazi aperti, per lo più aridi, anche se punteggiati da aree più umide. Ghepardi, grosse istrici e uccelli amanti dei climi aridi. Non è un quadro d'Africa,ma il paesaggio di un milione e 700mila anni fa del Gargano, in prossimità delle Cave di Pirro Nord, presso Apricena, in provincia di Foggia. In quel mondo, oggi così diverso, vissero gli uomini d'Europa più antichi finora scoperti. La loro presenza è stata portata alla luce da una ricerca di varie università italiane (Torino, Roma, Firenze, Ferrara) e i cui dettagli saranno pubblicati sul prossimo numero del National Geographic (l'edizione italiana sarà in edicola il 28 ottobre). «Ciò che abbiamo scoperto non sono resti fossili di esseri umani, bensì evidenze indirette della loro esistenza, ma assolutamente chiare e inconfutabii. Il materiale studiato risale ad un periodo compreso tra 1 milione e 700mila anni e 1 milione e 500 mila anni fa», spiega Lorenzo Rook del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze, tra i responsabili della ricerca. Fino ad oggi la testimonianza più antica del genere omo, al di fuori dell'Africa, la si ritrova a Dmanisi, in Georgia, nel Caucaso, dove i resti rinvenuti ci dicono che l'Uomo vi arrivò almeno 1 milione e 800mila anni fa. Le testimonianze fossili qui ritrovate nel 2001 sono migliori rispetto anche a quelle trovate in Africa. Inoltre a Dmanisi sono stati rinvenuti crani completi di uomini e moltissimi utensili da loro utilizzati che hanno in seguito permesso di studiare abitudini e stili di vita. In Europa le aree più note in cui siano state rinvenute testimonianze di uomini così antichi si trovano in Spagna, nei siti di Barranco Leon 5, Fuente Nueva 3 e soprattutto Atapuerca Trinchera Elefante, ma i reperti sono tutti più recenti di quelli trovati nel Gargano: hanno meno di un milione di anni. Nelle Cave di Pirro Nord i ricercatori hanno scoperto manufatti costituiti soprattutto da alcune schegge. «Il numero di manufatti portati alla luce è esiguo, ma il loro valore è altissimo. Si tratta di schegge in selce ottenute grazie ad una tecnica di percussione diretta alla pietra dura. E questo dice che quegli uomini erano già in possesso di un comportamento tecnologico complesso», spiega Marta Arzarello, dell'Università di Ferrara. Inoltre i reperti presentano molte analogie con quelli ritrovati in Georgia, tanto da far pensare ad un unico filo comune che unirebbe spazi terrestri allora così lontani. La scoperta riapre anche una diatriba tra scienziati sulla provenienza dell'Uomo nel bacino del Mediterraneo. Per molti studiosi sarebbe giunto direttamente dall'Africa nord-occidentale, come sosterrebbero i fossili scoperti in Spagna - fino a ieri ritenuti i più antichi d'Europa. Per altri, invece, l'Uomo sarebbe giunto da oriente. I ritrovamenti di Pirro Nord sosterrebbero questa seconda ipotesi, proprio perché si trovano nel mezzo” tra i giacimenti georgiani e quelli spagnoli. Ma come si è potuto datare i reperti se non si hanno fossili di esseri umani a disposizione? Spiega Giulio Pavia, dell'Università di Torino: «Le rocce delle Cave di Pirro Nord sono calcaree e la parte più alta della successione rocciosa è stata interessata da un'antica erosione carsica dove si sono deposti reperti fossili di anfibi, rettili, uccelli e mammiferi dei quali è nota la datazione e che hanno la medesima età dei reperti lasciati dall'uomo del Gargano».

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