sabato 12 aprile 2008

I Goti, crani deformati in segno di distinzione

Il Gazzettino, Edizione di Udine, Sabato 12 aprile 2008
MOSTRA / A UDINE
I Goti, crani deformati in segno di distinzione
Nel 1934 Giovanni Battista Brusin nel suo libro ancora fondamentale sugli scavi di Aquileia definiva come de' bassi tempi tutto quello che oltrepassava il IV secolo dopo Cristo. Oggi, a distanza di due generazioni, la ricerca archeologica è riuscita a portare elementi concreti e precisi su un periodo storico che non sempre le fonti scritte illustrano adeguatamente.

Tra gli elementi più significativi vanno ricordati in primo luogo i nuovi dati sul periodo dei Goti, il cui regno comprese dal 489 al 552 dopo Cristo gran parte dell'Italia con capitale Ravenna -, l'attuale Austria e la Slovenia.

La loro origine è ancora argomento di discussione, tuttavia si ritiene dalla penisola scandinava si siano spostati verso sud, come i loro vicini longobardi, nel primo secolo dopo Cristo, e poi siano scesi dal Baltico lungo la Vistola (nell'attuale territorio polacco) fino alla Crimea, sul Mar Nero, in un'area che si estende tra le odierne Romania, Ucraina e Bielorussia. In questi territori, dal III secolo, costituirono il gruppo più rilevante dei Germani orientali. Dediti all'allevamento del bestiame e all'agricoltura, divennero federati dell'Impero Romano, cui fornivano un aiuto militare come abili guerrieri.

Dagli ultimi decenni del IV secolo, sotto la spinta dell'invasione unna, i Goti si spostarono nei territori dell'impero e per questo entrarono più volte in conflitto con i Romani. Nuove aggregazioni si costituirono attorno alla figura di alcuni capi: le principali furono quelle dei Visigoti e degli Ostrogoti. Agli inizi del V secolo, i Visigoti con Alarico giunsero in Italia e presero anche Roma (nel 410 in un famoso sacco che tra gli altri fu pianto anche da sant'Agostino), per spostarsi poi definitivamente in Gallia e nella penisola iberica. Gli Ostrogoti, rimasti nei Balcani, alla fine del V secolo seguirono Teodorico alla conquista dell'Italia, poco prima occupata da altre tribù di Germani orientali sotto la guida di Odoacre.

Negli ultimi anni numerose indagini archeologiche sono state effettuate in Slovenia, in Austria e in Italia. Per il Friuli finora l'unico insediamento noto è quello di San Giorgio di Attimis, dove da alcuni anni la Società friulana di archeologia in accordo con il museo archeologico dei Civici musei di Udine sta svolgendo indagini archeologiche.

Una parte dei risultati è ora esposta in una mostra che da Attimis si è trasferita al Castello di Udine, dove resta visitabile fino al primo maggio.

Accanto ai rinvenimenti locali, sono esposti anche oggetti noti da tempo, come ad esempio i resti del corredo di alcune tombe rinvenuti nel 1874 a Planis ovvero fuori porta Pracchiuso a Udine, altri frutto di rinvenimenti ottocenteschi ad Aquileia e una fibula ritrovata alcuni anni fa ad Osoppo. Figureranno inoltre i corredi di alcune tombe della necropoli slovena di Dravlje, posta a nord di Lubiana, l'antica Emona, e i recentissimi rinvenimenti carinziani di Globasnitz, ai piedi dell'Hemmaberg, nel VI secolo dopo Cristo meta di pellegrinaggi sia da parte dei cattolici che degli ariani (in cui si riconosceva gran parte della popolazione dei Goti). Tra le pratiche che i rinvenimenti funerari hanno confermato vi è quella della deformazione dei crani, eseguita per motivi estetici e ricercata anche come riconoscimento di rango, da più popolazioni, per lo più di origine orientale.

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