sabato 12 aprile 2008

Assenzio: Se ne parlava già in un papiro ...

Il Gazzettino, Edizione Rovigo, Sabato 12 aprile 2008
Se ne parlava già in un papiro ...
Se ne parlava già in un papiro egiziano del 1600 avanti Cristo. Era ricordato dai Greci e dai Celti come toccasana, digestivo e anestetico. Poi, lo cita la Bibbia, definendolo "pessima compagnia" abbinato alle minacce dei profeti o al giungere di sciagure. L'assenzio, distillato antichissimo, è approdato a Palazzo Roverella in un pomeriggio che ha ospitato le distillerie Mantovani in un incontro per raccontare le origini, la storia, le leggende che da sempre ammantano l'assenzio di mistero e curiosità. La "fata verde", così soprannominato per il suo colore, è in gran voga tra fine '800 e inizio del '900, in tutta Europa. Ma l'appellativo gli si addice anche per le presunte atmosfere magiche in cui cadevano le persone che lo consumavano. «Era la bevanda preferita di artisti famosi, soprattutto durante la Belle Epoque - ha ricordato Anna Mantovani - quando rappresentava l'alternativa alla solita ubriacatura. Molti dipinti famosi pare siano stati eseguiti proprio sotto la spinta degli effetti dell'assenzio». Dalla Francia il distillato si diffonde in Europa e raggiunge l'America. Viene addirittura coniata "l'ora verde", ovvero la fascia dalle 17 alle 19, durante la quale assaporarlo. Ma visti gli effetti collaterali che gli si attribuivano, l'assenzio viene bollato come sostanza peggiore dell'oppio dal governo francese e fino al 1996 continuò a esistere solo nella clandestinità. Intanto la sua fama non si placa, anzi lo trasforma da bevanda in leggenda. Ne parlano Hemingway (lo usava per profumare lo champagne), Oscar Wilde (lo paragonava a un tramonto) e nel Kamasutra viene indicato come "sostanza per donne virtuose da assumere rigorosamente quando il marito non c'è". È presente nei dipinti di Edgard Degas, Edouard Manet, Pablo Picasso, Henri de Toulouse-Lautrec. Entra nell'immaginario cinematografico nei film "Jack lo squartatore", "Moulin Rouge", "Dracula". È capace addirittura di interessare la sfera politica, divenendo oggetto di un referendum, nel 1931, che lo mette al bando, in Italia. La leggenda metropolitana che da distillato capace di portare all'estasi lo fa scivolare nel declino, è quella di un contadino svizzero trentenne che alla fine dell'800, avrebbe sparato a moglie e figli dopo essersi ritrovato sbronzo e in preda all'angoscia, complice non tanto l'enorme quantità di alcol di ogni tipo assunto, ma solo i due bicchierini finali di assenzio. «In realtà, occorrono quantità enormi di sostanza per potersi davvero trovare i preda a deliri e sintomi emozionali forti - aggiunge Marcello Tramarin - oggi la Cee non ne vieta la commercializzazione e la produzione, purché venga chiamato in altro modo». Mito o leggenda, la "fata verde" ha comunque acceso la curiosità di intere generazioni e dissimili classi sociali. Nulla di paragonabile alle droghe oggi in circolazione, ma questa è un'altra storia.

Elisabetta Zanchetta

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