martedì 11 marzo 2008

Mosè e King Kong discutono di Darwin

l’Unità 11.3.08
Mosè e King Kong discutono di Darwin
di Enrico Alleva e Daniela Santucci

Ipotizzare l’esistenza di un essere intangibile (...) non facilita la comprensione dell’ordine che troviamo nel mondo tangibile.
Albert Einstein, in «Pensieri di un uomo curioso»

VERSO IL BICENTENARIO Negli ultimi anni le teorie evoluzioniste hanno creato qualche imbarazzo tra gli esperti... Il saggio di Michele Luzzatto è un libro utile per chiarirsi le idee e per capire, ad esempio, come avviene la selezione sessuale

Che in Italia il darwinismo sia divenuto, segno dei tempi, materia di conflittualità non è un bel divenire. Anche Giovanni Paolo II, una volta riabilitato Galileo Galilei, si era limitato a una placida e post-sacrale ammirazione per la spiegazione darwiniana del mondo dei viventi: lasciando la spiritualità dell’uomo ai credi personali.
È appena uscito in libreria il bel saggio Preghiera darwiniana del pervicace darwinista piemontese Michele Luzzatto (Cortina editore), editor scientifico per la saggistica scientifica e le Grandi Opere presso la prestigiosa casa editrice Einaudi che già annovera molti testi di biologia evoluzionistica e di storia della scienza.
La preghiera luzzattiana è stata letta in pubblico al Museo di Storia Naturale di Milano, nella festosa cornice del Darwin day milanese, in questo febbraio 2008. Anno particolare proprio perché nel 2009 ricorrerà il secondo centenario della nascita di Carlo Darwin, ma anche (evento non meno importante) compirà 150 anni l’opera darwiniana maggiormente importante proprio perché più «scatologica»: fu infatti allora che venne pubblicata Sulla origine delle specie per elezione naturale, ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l’esistenza, libro che sconvolse il modo di vedere la natura da pare dell’uomo colto: anche se ebbe molti lettori «poco colti», dato che il «compare» di Carlo Darwin - Thomas Henry Huxley, detto il suo mastino - si piazzava in tempi ottocenteschi ritto a concionare agli operai su un carretto all’uscita delle fabbriche britanniche per portare al popolo e al «volgo» la «divulgazione» più diretta della prospettiva analitica darwinista (democrazie intellettuali di altri tempi).
Ormai da alcuni anni il compleanno di Darwin (12 febbraio) è un evento festeggiato in parecchie città italiane. Numerose ormai partecipano le scuole e alcuni recenti attacchi al darwinismo hanno invece sortito l’effetto «anticorpale» di coinvolgere i migliori studiosi italiani dell’evoluzionismo a tenere affollate conferenze proprio in quel giorno originale. Una celebrazione divenuta oramai consueta, e che è augurabile che si allarghi ad altre città e cittadine italiane.
Diamo notizia che il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, arguto e diligente direttore, in anni passati, della rivista La Nuova Ecologia (dove il darwinismo evoluzionista veniva coniugato con temi più prettamente ambientalisti) ha comunicato l’emissione, per il 2009, di un francobollo commemorativo per la incipiente celebrazione darwiniana. Ringraziamone la competente Commissione filatelica.
Dicevamo di questa preghiera darwiniana di Luzzatto, che ha commosso il pubblico milanese nella calda e partecipata recitazione di Lella Costa. Un bell’evento, che resta nella storia recente dell’urbe meneghina.
A Milano è il Museo comunale di Storia Naturale la sede che si è prodigata in questi anni nella celebrazione del Darwin day: per ironia della sorte, e per nemesi, è Ilaria Vinassa de Regny, nipote di un celebre geologo ben poco darwinista, a fungere da prorompente madrina di queste attività celebrative.
Il libro di Luzzatto ha un tono precipuamente biblico. Ci leggiamo: «Dove è Dio? Dove è Dio!? Che disegno ha? Che scopo ha? Perché lo ha fatto?» (pag. 24). «A Londra, al ritorno dalla passeggiata allo zoo, Darwin ragiona nervosamente a tavolino. Allora: qui c’è Willy, laggiù i fuegini e ancor più in là Jenny l’orango» (pag. 32). Con uno stile da esperto scrittore teatrale, il biologo Luzzatto, allievo dell’accademico dei Lincei Aldo Fasolo, fa parlare rabbini e darwinisti, Cartesio e Richard Owen, Giacobbe e King Kong. C’è anche la moglie di Darwin, Emma, fideisticamente credente in un Sommo Artefice. Compare anche Mosè.
Nella bella Prefazione del filosofo Giulio Giorello, e che si intitola Il delitto di Charles Darwin, viene citato anche James Joyce: vi si parla dell’imbarazzo consapevole che il darwinismo ha creato nel mondo degli esperti, immediatamente dilagando in una miriade di lettori, fin da subito, l’Origine delle specie fu infatti, per i suoi tempi, un best-seller assoluto, rapidamente tradotto in innumerevoli lingue.
Va notato che questo saggio di Luzzatto esce in una curiosa e stimolante collana che annovera autori come James Hillman, Giorgio Celli, Humberto Maturana, Gianluca Bocchi, Mauro Ceruti, Gregory Bateson, Enzo Tiezzi. Jean Paul Sartre, Franco Basaglia, Edgar Morin. Un’insalata mista di autori e di pensieri davvero inusuale nel panorama ben più rigido dell’editoria italiana.
Questo di Luzzatto è un libro utile, da leggere tutto di un fiato, come una sorta di libro di preghiere. Va letto da chi ha fiducia nel darwinismo: ma anche (Crozza ci perdoni) da chi nutre qualche piccolo o grande dubbio sulla potenza analitica del mondo dei viventi che Darwin utilmente propone.
Parla di alcune delle caratteristiche più classiche del darwinismo, ma anche di alcuni difficili corollari: come il problema (pag. 44) della selezione sessuale. Perché mai un pavone dovrebbe infatti cercare di rubare l’appetitosa pavonessa a un altro pavone maschio? Non sono in effetti membri di una medesima specie: dunque esseri che lottano assieme,non in competizione, per la sopravvivenza di tutti i pavoni del pianeta terra? Luzzatto ne fa motivo di riflessione quasi biblica, ma ne fornisce una spiegazione fortemente convincente. E sottilmente darwiniana. La selezione seleziona il migliore pavone, anche fra i confratelli pavoni.
È augurabile che questo saggio, da recitare ad alta voce e tutto di un fiato, venga utilizzato per le incipienti celebrazioni del bicentenario darwiniano. O che possa essere letto nei tanti Darwin day che si terranno in giro per l’Italia nella data fatidica del compleanno darwiniano. Sarà utile complemento alle varie biografie, anche a firma di psicoanalisti e terapeuti che su Darwin hanno speculato negli ultimi due lustri. È anche corredato di una succinta, ma assai ben meditata, bibliografia. Per ulteriori, augurabili, approfondimenti.
Non che i volumi darwinisti editi in Italia degli ultimi anni siano stati scarsi, anzi. Utile complemento ne potrebbero essere due altri agili volumetti, particolarmente adatti per insegnanti e per studenti: L’evoluzione umana: ominidi e uomini prima di Homo sapiens del noto antropologo dell’Università di Roma «Sapienza» Giorgio Manzi (Il mulino serie «Farsi un’idea», 2007) e il più pugnace In difesa di Darwin: piccolo bestiario dell’antievoluzionismo all’italiana del filosofo della scienza dell’Università degli Studi di Milano Bicocca Telmo Pievani (Bompiani, Agone 2007).
Insomma, il 2008 è l’anno della preparazione al successivo, grande «Buon Compleanno, Darwin» che vedrà nel 2009 mostre tematiche e riflessioni filosofiche in giro per il mondo. Epicentro, come fu per il 1982 (ricorrenza della morte del Nostro), sarà la molto darwiniana Cambridge University. Dove i reperti raccolti a bordo del famoso brigantino Beagle sono gelosamente custoditi.
Là, nel luglio del prossimo anno, fastose e festose saranno le celebrazioni, previste con un colossale convegno che già da vari anni i conterranei britannici di Darwin vanno allestendo. Speriamo che l’Italia non sia da meno.

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