lunedì 3 marzo 2008

La resistenza maya a colpi di vestiti

Il Manifesto, 13/07/2002, Federico Mazzei

La resistenza maya a colpi di vestiti
A Cosenza, un museo etnografico e una mostra con i tessuti delle popolazioni dal Guatemala

Nel cuore del centro storico di Cosenza, si è aperto un museo etnografico dove fino all'8 agosto è in corso una mostra di 67 tessuti indigeni provenienti da 18 villaggi diversi del Guatemala. Resistenza maya: tessuti dal Guatemala - titolo della rassegna - punta la sua attenzione sul fatto che la resistenza è nei tessuti stessi: la popolazione s'identifica nell'uso del vestito nativo e proprio attraverso questa «quotidianità» le donne del Guatemala, attraverso i secoli, sono riuscite a mantenere intatta la loro cultura. Il vestito nativo è un simbolo concreto e solido che riflette il pensiero di un popolo e le sue abitudini, dalla cosmovisione fino alle tradizioni e i valori ad essa collegati. Durante 500 anni, gli indigeni hanno lottato per conservare il proprio idioma, il rispetto per la terra, la loro medicina, religione ed il loro sistema legale. Sotto pressione, quella cultura è andata ad assorbire e adattare elementi estranei, ma i maya hanno messo il proprio timbro, «indigenizzandoli». Di generazione in generazione hanno trasmesso, nella penombra dei dominatori, una tradizione orale e rituale, ricca di simboli, storia e filosofia nativa. Nonne, madri e figlie hanno continuato a plasmare l'universo maya sui loro tessuti. Il luogo che ospita questa mostra è il basamento di una torre medievale recuperata attraverso due campagne di scavi archeologici che hanno portato alla luce due pozzi probabilmente di origine Brutia, insieme a vari reperti. L'associazione Onlus che ha dato vita al museo etnografico - 5000 visitatori in 7 mesi - ha in programma una serie di mostre cicliche. Le collezioni che verranno via via esposte sono il frutto di ricerche sul campo in diversi luoghi del mondo. L'attività dell'associazione riguarda inoltre lo studio di culture in via di estinzione per effetto globalizzazione, guerre e catastrofi naturali, la ricerca e lo studio dei loro utensili , oggetti tridimensionali e di uso tradizionale. Tra le mostre in calendario per il futuro, ci sono anche i Rabari gruppo semi nomade dell'India del nord.

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