mercoledì 16 gennaio 2008

Manoscritto ritrovato in Yemen «Forse la prima copia del Corano»

Corriere della Sera 16.1.08
Il caso Polemiche contro gli studiosi: «Complottano per distruggere l'Islam»
Manoscritto ritrovato in Yemen «Forse la prima copia del Corano»
di Viviana Mazza

Il Corano è uno solo: infallibile, contiene la parola di Dio rivelata al Profeta Maometto nel VII secolo dall'arcangelo Gabriele. Così vuole l'Islam, secondo il quale il testo sacro dei musulmani è anche preservato in paradiso in una enorme tavola. Ma alcuni studiosi affermano oggi che, in realtà, ci sono più Corani. A Berlino, alla Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, è in corso il progetto «Corpus Coranicum», che mira a cercare tutti i manoscritti per studiarli e confrontarli. E uno dei partecipanti al progetto, Sergio Noja Noseda, 77 anni, uno dei più grandi arabisti europei, dice al Corriere di avere recuperato, poche settimane fa, in Yemen, quello che potrebbe essere il più antico manoscritto del Corano. Secondo la tradizione islamica, nel 632, alla morte di Maometto, le rivelazioni coraniche non erano state raccolte in un unico libro. La versione ufficiale del Corano risale a una sistemazione voluta dal terzo Califfo, Othman, sulla base di note e trascrizioni dei compagni del Profeta. Noja Noseda crede di aver trovato il Corano scritto dai compagni del Profeta.
Molti fedeli sono convinti che ci sia un testo solo, dice. «Invece, i sapienti musulmani sanno da sempre che c'erano voluti due secoli perché venisse trascritto con una grafia normalizzata e una standardizzazione del testo. Sanno benissimo che ci sono una serie di varianti».
Finora erano disponibili frammenti di Corani del I e del II secolo dell'Egira in microfilm. «Negli anni '30 — spiega il filologo — un professore tedesco ebbe l'idea di fotografare tutti i più antichi manoscritti del Corano, ma le carte sembrarono essere andate perdute sotto i bombardamenti alleati. Le casse dei microfilm sono state recentemente ritrovate a Berlino, ma sono in bianco e nero». In più, vi sono oggi riproduzioni a colori dei manoscritti, pubblicate in vari volumi dallo stesso Noja Noseda. Ma mancava un manoscritto che riproducesse una prima versione. Almeno fino a Natale. Noja Noseda era andato in Yemen per fotografare alcuni codici la cui esistenza era nota dal 1972. Col permesso del presidente yemenita, ha portato a casa centinaia di foto di tre codici «risalenti agli anni immediatamente successivi alla morte di Maometto», secondo un suo primo esame della grafia. Il crollo del soffitto della moschea di Sana'a, ha portato alla luce 7.500 pezzi: tra questi, c'era un palinsesto.
«Sa cos'è un palinsesto? È un testo che è stato scritto su una pergamena lavata, su cui era precedentemente scritto un altro testo — spiega —. Sotto c'è un Corano diverso e, sopra, un altro che quadra con la versione odierna ufficiale. Potrebbe essere il manoscritto più antico mai trovato, forse scritto dagli stessi compagni di Maometto». Lo studioso si è portato a casa, a Lesa, sul Lago Maggiore, alcuni frammenti delle pergamene, che ha riposto in frigo, al riparo dai topi di campagna.
Saranno analizzati al Carbonio- 14 per determinarne l'età. Poi i testi e le differenze verranno studiati con esperti musulmani.
Una ricerca «scottante». Milioni di persone cercano nel Corano una guida alle proprie azioni. Il sito ImamReza.net ritiene si tratti di un complotto: «Se i musulmani dubitano dell'autenticità del Corano, l'Islam perderà la sua autorità sociale e politica». Vi sono inoltre studiosi che affermano che il Corano potrebbe essere stato redatto sulla base di testi cristiani ed ebraici. Un'ipotesi smentita decisamente da Noja Noseda: «E' una cattiveria schifosa senza fondamento scientifico ».

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