lunedì 21 gennaio 2008

Archeologia. Il colpevole sarebbe il vulcano Santorini, ma c’è chi dice che fu l’Etna

l'Unità 21.1.08
Archeologia. Il colpevole sarebbe il vulcano Santorini, ma c’è chi dice che fu l’Etna
Lo tsunami che distrusse i minoici
di Davide Ludovisi

Folate di vento colmo di cenere preannunciano la catastrofe. Poi un muro d’acqua alto nove metri si abbatte sui ricchi palazzi e villaggi. Questa potrebbe essere stata la visione tragica e apocalittica degli ultimi Minoici, 3.500 anni fa.
L’improvviso declino della civiltà minoica, all’apice di un periodo particolarmente fiorente, ha tolto il sonno a molti storici e archeologi, che hanno ipotizzato molteplici cause e concause, senza mai arrivare a una spiegazione definitiva. Creta, l’isola nel Mar Egeo dove i Minoici costruirono imponenti palazzi che ispirarono la leggenda del Minotauro, si trova a poca distanza dall’isola di Santorini; l’esplosione dell’omonimo vulcano è stata più volte indicata come l’avvenimento decisivo per la fine della civiltà minoica. Lo studio più recente ad abbracciare questa ipotesi è quello condotto da un team composto da ricercatori provenienti da cinque nazioni (Israele, Grecia, Stati Uniti, Germania e Olanda), pubblicato sul Journal of Archeological Science.
L’eruzione esplosiva del vulcano, secondo i ricercatori, avrebbe causato uno tsunami la cui lunghezza della cresta d’onda iniziale doveva raggiungere i 15 km. «Non sappiamo quante vittime provocò la catastrofe», racconta il Professor Hendrik Bruins della Ben-Gurion University of the Negev che ha condotto lo studio. «Non siamo sicuri che questo sia stato l’unico tsunami che ha coinvolto le coste di Creta, ma questa sembra essere l’unica prova di eventi del genere nel periodo minoico», afferma Bruins. Le ricerche hanno portato alla scoperta di estesi depositi nel Nord-Est di Creta. Questi depositi sono caratterizzati da un mix caotico di materiale geologico, inclusa cenere vulcanica di Santorini, macerie archeologiche, materiale ceramico, micro-fauna marina e anche ossa.
Di altro avviso è invece il Professor Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha studiato assieme ai suoi colleghi i possibili effetti di uno tsunami a Creta provocato dal vulcano Santorini attraverso le simulazioni. «In realtà alcuni depositi sottomarini del Mediterraneo Orientale attribuiti all’eruzione del vulcano Santorini sarebbero stati confusi con quelli derivati dal collasso di una parte dell’Etna avvenuto circa 8.000 anni fa», spiega Boschi. Secondo uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Geophysical Research Letters, infatti, molto prima dell’esplosione di Santorini, una gigantesca frana di circa 35 km cubici si staccò dall’Etna, inabissandosi nel Mar Ionio. «Questo ha provocato onde di maremoto che hanno colpito tutti i paesi che si affacciavano sul Mediterraneo», continua Boschi. «Secondo le nostre simulazioni l’onda, una volta arrivata sulle spiagge, sarebbe stata in grado di raggiungere un’altezza di circa quindici metri».

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