lunedì 23 febbraio 2009

Portici, il bestiario della Reggia

Portici, il bestiario della Reggia
STELLA CERVASIO
DOMENICA, 22 FEBBRAIO 2009 LA REPUBBLICA - Napoli

Vita di corte, bosco e paesaggio in uno studio di Maria Luisa Margiotta

Mercoledì la presentazione alla Provincia con Dino Di Palma e i soprintendenti

QUANDO a Portici abitavano i "gatti mammoni". Nel parco della reggia per la quale si incapricciarono Carlo di Borbone, che il giardino l´aveva nel sangue grazie alla madre Elisabetta Farnese, e Amalia di Sassonia - che con il marito divise ogni passione e follia edilizia, scampati a un naufragio nell´approdo del Granatello. Se ne parla nel libro "Il Real Sito di Portici" a cura di Maria Luisa Margiotta (editore Paparo) che verrà presentato mercoledì alle 11 nella Sala Cirillo della Provincia in piazza Matteotti. Saranno presenti il presidente della Provincia Dino Di Palma, l´assessore alla Cultura Antonella Basilico, i soprintendenti Enrico Guglielmo e Stefano Gizzi che seguono il programma di recupero del sito di Portici, di cui questo libro è una tappa. A volte dopo un´avventura in mare non si vuole più tornare, re e regina invece ebbero una tale voglia di metter su casa a Portici, che cominciarono a costruir muri e recintare prima ancora di concludere il contratto con i proprietari del fondo, tra i quali il conte di Mascambruno e il principe di Caramanico. La coppia Borbone è ammirata dalla bellezza del sito e annichilita dalla paura del Vesuvio: in una parola, è il sublime. Si reclutano le archi-star dell´epoca: a Portici lavora a staffetta una squadra di grandi nomi, da Medrano e Canevari (autori il primo del teatro San Carlo, e insieme della reggia di Capodimonte), Vanvitelli, Fuga. Dove si scava per trovare i resti dell´antica Ercolano, si preleva terreno che viene trasferito nel parco. I paesaggisti del re progettano tempietti alla turca, pagliaie, gabbie dove verranno esibiti gatti mammoni (una scimmia o il gatto himalayano?) e pantere, leoni, tigri ma anche stalle per cammelli, mucche, cavalli. Il bestiario del re era fitto di animali.
Bosco superiore e inferiore, Peschiera, una Montagnola cresciuta come belvedere artificiale per godersi la veduta: con questi e altri escamotage paesaggistici il sito porticese attraversa gli anni e le mode, scivolando dal modello del giardino all´italiana e francese a quello inglese. Carlo III ci starà dal 1740 al 1744 nel buen retiro suo e di Amalia, che destina a Portici una delle più amabili curiosità conservate a Napoli: il Salottino Cinese, trasferito a Capodimonte. Sarà una rivelazione per molti, il libro della paesaggista Maria Luisa Margiotta, che ha riunito i testi di Filippo Barbera, Annalisa Porzio, Renata Cantilena, Mascilli Migliorini, Gabriella D´Amato, Massimo Visone, Angelo Cirasa, Ilaria Punzo e Alessandra De Martino. Margiotta, autrice di tanti restauri di verde storico campano, ha premesso al testo la sua accurata ricostruzione dovuta ad anni di frequentazione del sito reale, che invita a riscoprire dignità e bellezza di un posto sconosciuto a molti non-vesuviani.

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