venerdì 12 dicembre 2008

Una passeggiata nel ventre della città da Augusta Taurinorum al Medioevo

Una passeggiata nel ventre della città da Augusta Taurinorum al Medioevo
MARINA PAGLIERI
VENERDÌ, 12 DICEMBRE 2008 la repubblica-TORINO


Per l´Ostensione del 2010 sarà realizzato un passaggio ipogeo che collegherà la cripta di San Giovanni col Museo di Antichità E un´altra galleria sbucherà sotto le Porte Palatine
"Il collegamento sotterraneo sarà la nuova carta da giocare per creare una grande area archeologica nel Polo Reale"
Firmato da Aimaro Isola il secondo tunnel che unirà il Teatro Romano con il giardino bypassando via XX Settembre


Un percorso archeologico sotterraneo che colleghi il Museo Diocesano, che si è aperto ieri nella cripta del Duomo, con quello di Antichità, costeggiando i resti della basilica paleocristiana del Salvatore, fino a inglobare l´antico teatro, e percorrendo un tratto della strada romana in basolato. Mettendo dunque in relazione con una sorta di tunnel ipogeo piazza del Duomo con corso Regina Margherita e, soprattutto, fino a fonderle in un´unica realtà, le due entità museali. È per ora solo una suggestiva ipotesi, che potrebbe divenire realtà se si arrivasse a un accordo tra la Curia e la Direzione regionale per i beni culturali, i due padroni di casa. E si trovassero i 700/800 mila euro che mancano al completamento e alla messa in sicurezza del tracciato, per cui già esiste lo scavo, e che si spera di realizzare per il 2010, anno dell´ostensione della Sindone. Ipotesi emersa ieri quando, durante la presentazione del nuovo museo, Luisella Peyrani della Soprintendenza archeologica ha mostrato da una vetrata il punto da cui partirà il percorso sotterraneo, nell´area nord della cripta e in prossimità della salita al campanile del Duomo, che potrebbe rientrare nelle visite.
Il tracciato, che già esiste, accessibile anche ai disabili («ma ci sono problemi - ha spiegato Peyrani - legati alla permeabilità delle strutture, perché dal solaio cola acqua, e questo confesso talvolta non mi fa dormire di notte, bisognerà trovare una soluzione») costeggia la navata centrale e sinistra della basilica del Salvatore, penetrando poi nei segreti della città romana. E mostrando così quello che resta delle stratificazioni che si sono avvicendate dall´età di Augusta Taurinorum, all´epoca medievale con la nascita dei tre edifici romanici del Salvatore, di Santa Maria e San Giovanni, primo nucleo del futuro complesso episcopale torinese, fino alla costruzione del Duomo rinascimentale, a opera del cardinale Domenico della Rovere.
«Il collegamento sotterraneo è la nuova carta da giocare e su cui scommettere - ha detto l´architetto Maurizio Momo, progettista e "anima" del Museo diocesano, che dal ?98 segue i lavori e i restauri - Questo progetto si inserisce nella creazione di un´unica grande area archeologica all´interno del sistema del Polo reale. Si tratta di un nuovo elemento di quel percorso che da corso Regina arriva fino a piazza Castello, in attesa del trasferimento della Galleria Sabauda nella Manica nuova di Palazzo reale».
Ma c´è un altro «tunnel» in attesa di taglio del nastro, un ulteriore tassello per completare la visita ipogea di quest´area della Torino più antica. Parte dal Teatro romano e arriva al giardino antistante le Porte Palatine, passando sotto via XX Settembre, ed è inserito nel progetto di riqualificazione dell´area, promosso dal Comune e firmato dall´architetto Aimaro Isola. «Noi prevedevamo questo passaggio sotterraneo, ma ci sono state battute d´arresto perché dalla Soprintendenza temevano di interferire con un tratto originale di basolato romano, che però in quel preciso punto non è stato trovato - dice Isola - Poi non ne abbiamo saputo più nulla, a questo punto la parola spetta al Comune».
Negli uffici comunali assicurano che il tunnel è stato completato, manca però l´agibilità dell´area del teatro romano: «La nostra parte l´abbiamo fatta, al momento si è solo coperto lo scavo per motivi di sicurezza, non ci vorrebbe molto a riaprirlo - dice l´architetto Egidio Cupolillo, dell´Arredo urbano del Comune. - Non si può però percorrere il tunnel, va completata la parte che ha a che fare con il Teatro romano. Lì infatti, attraverso un arco nel muro di contenimento di fronte, si trova il punto di partenza. Ma quello spazio non è casa nostra, appartiene alla Soprintendenza». Se si troveranno gli accordi, e i finanziamenti che ancora mancano, si potranno probabilmente collegare anche i due percorsi sotterranei fra di loro, offrendo un´inedita visita in una città che non c´era più.

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