giovedì 11 dicembre 2008

Risorgono i giganti di Monte Prama

Risorgono i giganti di Monte Prama
Federico Spano
La Nuova Sardegna 10/12/2008

SASSARI. I giganti di Monte Prama risorgono dopo tremila anni. Le statue e i modellini di nuraghe trovati a Cabras nel 1974 e per decenni custoditi dalla soprintendenza in attesa del restauro, potranno finalmente essere ammirati così come appavano prima della loro distruzione, tra il 7º e l’11º secolo prima di Cristo. Il gruppo di restauratori, coordinato dall’archeologo Roberto Nardi, da quasi un anno sta lavorando per ricomporre quello che è, a tutti gli effetti, un puzzle di dimensioni colossali. I 4880 frammenti ritrovati a Cabras, per un totale di dieci tonnellate di pietra, dopo essere stati ripuliti, sono stati catalogati e pian piano ricollegati l’uno all’altro. Fino alla settimana scorsa sono stati ritrovati 780 «attacchi». L’obiettivo principale dei restauratori, oltre ovviamente alla salvaguardia dei preziosissimi reperti, è quello di poter rimettere in piedi il maggior numero possibile di statue e di modellini di nuraghe. Si stima che, al termine dell’intervento, si potranno esporre ben 75 elementi, nessuno dei quali, probabilmente, sarà completo al 100 per cento. Basti pensare che al centro di restauro della Soprintendenza, a Li Punti, ci sono dieci teste e ben venti busti (quattordici pugilatori, quattro arcieri, due guerrieri e due frammenti). A questo si deve aggiungere il fatto che per alcune delle teste a disposizione, non si sono conservati i busti. In questi giorni, a Roma, è arrivata nelle fasi finali la realizzazione dei supporti per le statue e per i modellini. Si tratta di leggerissimi ma estremamente potenti scheletri, realizzati con una speciale lega metallica, che manterrano in posizione i vari frammenti di pietra, senza che sia necessario forarli. Nei giorni scorsi, il centro di restauro di Li Punti è stato visitato da uno dei più grandi esperti al mondo di scultura antica: Peter Rockwell. Figlio di Norman Rockwell, uno dei più noti illustratori americani del Novecento, Peter è rimasto così impressionato dalle statue nuragiche di Monte Prama, che si è fermato nei laboratori di restauro per una settimana. Secondo Rockwell è difficile riscontrare in statue di dimensioni così imponenti, una qualità esecutiva così elevata come quella dei giganti di Cabras. In effetti, la cura dei dettagli è impressionante. Da un grosso frammento si può capire addirittura in che modo venissero costruiti gli scudi: più strati di legno e cuoio, tenuti insieme da graffette metalliche. Secondo Peter Rockwell, infine, sarà necessario riscrivere la storia della scultura antica, dando il giusto spazio alle statue di Monte Prama. Se le statue e i modelli di nuraghe (alti fino a due metri) nella realtà non potranno essere ricomposti completamente, verranno ricostruiti virtualmente, per dare l’idea di come dovevano apparire quasi tremila anni fa. Quando verrà concluso il restauro e il lavoro verrà esposto nell’immensa galleria di Li Punti, accanto a ogni statua ci sarà un grande monitor, in cui verrà trasmessa l’immagine tridimensionale. I punti mancanti verranno integrati graficamente. In questo modo si eviteranno «integrazioni» alle sculture reali e, in futuro, qualora dovessero saltare fuori nuovi attacchi tra i vari frammenti, sarà possibile aggiornare il restauro, senza bisogno di interventi troppo invasivi. «Il restauro delle statue di Monte Prama rappresenta un esempio importante dal punto di vista della comunicazione - spiega Roberto Nardi -. Perché il pubblico ha potuto assistere a ogni singolo passaggio dell’intervento. E non è un caso che oltre tremila persone, dallo scorso marzo, abbiano preso parte alle visite guidate. Su questo lavoro c’era il rischio di polemiche, ma noi abbiamo fatto tutto sempre alla luce del sole e questo ha fatto sì che l’interesse verso il nostro lavoro fosse sempre altissimo».

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