martedì 26 agosto 2008

Parking al Pincio, il verdetto dei saggi: "Può creare danni irreversibili"

ROMA - Parking al Pincio, il verdetto dei saggi: "Può creare danni irreversibili"
RENATA MAMBELLI
la Repubblica (Roma) 13/08/2008

La commissione di saggi voluta dal Comune critica il progetto del parcheggio del Pincio: a rischio «la salvaguardia della qualità paesaggistica e storico monumentale del sito. Può creare danni irreversibili». Sotto accusa le rampe d´accesso, le griglie per l´areazione, l´impatto dei gas di scarico e le ripercussioni sul traffico. Per tutelare le ultime scoperte archeologiche i saggi suggeriscono varianti. Alemanno prende tempo ma non esclude un cambiamento del progetto. Ma l´ex assessore all´urbanistica Robert Morassut attacca: «Il blocco della realizzazione di quel parcheggio è una decisione gravissima e sbagliata».

Per I cinque "saggi" chiamati dal Comune a dare un parere sulla realizzazione del parcheggio interrato del Pincio l´opera può danneggiare «la salvaguardia paesaggistica e storico ambientale del sito» e «alterarne le condizioni di vivibilità». Così il professor Adriano La Regina, la dottoressa Marina Mattei, il professor Giorgio Muratore, l´ingegnere Francesco Rossi e l´architetto Amedeo Schiattarella. Alemanno incassa il loro giudizio e non esclude di gettare il progetto alle ortiche. Ma per l´ex assessore all´urbanistica, Roberto Morassut, bloccare il progetto sarebbe «gravissimo e sbagliato».
Secondo la relazione dei saggi consegnata al Campidoglio «la realizzazione della cospicua struttura comporta la demolizione e la ricostruzione di un´ampia porzione, in pratica tutta l´area centrale, del celebre piazzale panoramico», ridotto a «piano di copertura di una struttura funzionalmente e tecnologicamente molto complessa», che «potrebbe compromettere in modo irreversibile il valore storico e la qualità estetico ambientale dei luoghi interessati». Mancano, secondo gli esperti, studi sull´impatto dei gas di scarico delle auto, un progetto sul riassetto del traffico, mentre le rampe di accesso, così come i grigliati di areazione, alterano la bellezza del Pincio. Quanto ai reperti archeologici, le ultime scoperte possono convivere col parcheggio ma con delle varianti: non dovrà essere comunque di sette piani e dovrà essere spostato più verso Trinità dei Monti.
Dal rapporto dei saggi, secondo il sindaco Alemanno, «emerge una forte spinta a modificare il progetto, mentre su una eventuale revoca vanno valutati anche i costi economici. Prenderemo una decisione definitiva entro la fine del mese». E se per Carlo Ripa di Meana «è il momento di pensare al beneficio che il salvataggio del Pincio porterebbe a Roma e all´umanità», per l´ex assessore all´Urbanistica Roberto Morassut l´eventuale cancellazione del parcheggio «sarebbe una decisione gravissima e sbagliata. Si rinuncia a realizzare un´opera che avrebbe permesso di togliere le auto dal Tridente e di pedonalizzare un´area così importante. Mi auguro che la commissione, il cui orientamento sembrava diverso fino a pochi giorni fa, abbia potuto lavorare in piena autonomia. Ma in ogni caso il blocco del progetto conferma che la giunta Alemanno è priva di un proprio progetto culturale per la città. I cittadini hanno eletto un sindaco e non una commissione di saggi: Alemanno compia le sue scelte e ne risponda direttamente ai romani, non si trinceri dietro pareri di altri. Questa giunta vivacchia sotto il segno dell´immobilismo e i cittadini se ne stanno accorgendo». Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, invece ribadisce «la nostra più radicale contrarietà per quel progetto, che se realizzato, sconvolgerebbe l´assetto paesaggistico di una delle zone di maggiori pregio di Roma».

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