mercoledì 9 luglio 2008

Vogliono licenziare Settis dai Beni culturali

TOSCANA - Vogliono licenziare Settis dai Beni culturali
MARCO BARABOTTI
MERCOLEDÌ, 09 LUGLIO 2008 IL TIRRENO Pagina 3 - Pisa

Oggi l’incontro con Bondi. Ma dal Pdl anche solidarietà

Vogliono licenziare il presidente del Consiglio superiore per i beni culturali, Salvatore Settis. Se la sua poltrona di direttore della Normale è sempre più salda anche per i grandi risultati ottenuti dalla sua Scuola negli ultimi anni a livello internazionale, quella ministeriale è messa a rischio dagli attacchi non tanto del ministro ai Beni culturali Bondi, ma del sottosegretario Francesco Giro che non gli perdona di aver denunciato dalle colonne del Sole 24 Ore di venerdì scorso i continui tagli alla cultura (circa 1 miliardo fino al 2011) e il conseguente rischio di messa in linquidazione del ministero. «Settis - ha dichiarato Giro - deve dimettersi, il rapporto di fiducia con il ministero è lacerato».
Il ministro aveva replicato al direttore del Consiglio superiore spiegando che i tagli «sono necessari». Di più Bondi non si era spinto, se non criticando larvatamente l’intervento dal punto di vista formale e fissando un appuntamento per stamani con Settis a Roma, per un chiarimento.
Ma intanto ieri sera Settis se ha incassato due altre critiche - quelle della presidente della commisione cultura della Camera, Valentina Aprea e quella di Gabriella Carlucci di Forza Italia -, dall’altra ha avuto dalla sua un significativo attestato di solidarietà dal capogruppo del Pdl in commissione cultura alla Camera, nonché responsabile culturale di An, Fabio Granata. «Settis - ha detto Granata - è insostituibile. La sua critica alla decurtazione dei fondi del ministero e all’azzeramento del fondo per il ripristino del paesaggio sono assolutamente condivisibili e rappresentano un punto di forza per il ministero, non un attacco. Su questo nel Pdl occorre avere le idee chiare».
Ma c’è di più. Il presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio ha subito scritto a Bondi affermando che la presidenza di Settis al Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici «è garanzia di una “tutela” conforme al principio fondamentale dell’articolo 9 della Costituzione». «Il presidente del Consiglio superiore non è legato - ha detto Losavio - da un rapporto di fiducia politica al governo in carica e neppure il ministro ha il potere di rimuoverlo. Ebbene, i drastici tagli al bilancio ordinario del ministero contraddicono obiettivamente i propositi di potenziamento dell’azione di tutela enunciati dal ministro Bondi alla Camera e nelle dichiarazioni alla stampa».
Stamani il chiarimento, con la poltrona di Settis che traballa un po’ meno.

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