mercoledì 25 giugno 2008

Sotto il nudo di Maddalena spunta la firma di Tiziano

MILANO - Sotto il nudo di Maddalena spunta la firma di Tiziano
CARLO BRAMBILLA
la Repubblica (Milano) 25/06/2008

La firma è apparsa per caso, durante il restauro, realizzato per ridare un po´ di luce a un´opera ingiallita nel corso dei secoli. In una zona buia dell´olio su tela, non lontano dalla spalla sinistra della Maddalena penitente, un candido nudo femminile attribuito ufficialmente alla bottega del Tiziano, i restauratori della Pinacoteca Ambrosiana hanno visto apparire a poco a poco l´ombra di una scritta. Col cuore gonfio di emozione hanno concentrato in questa zona del quadro il loro lavoro, fino a scoprire una dopo l´altra delle chiare lettere: "Titianus fecit". Altro che opera di bottega. Si trattava della firma inequivocabile, originale, di uno dei massimi pittori del Rinascimento italiano: Tiziano.
Il restauro è andato avanti febbrilmente. E sul bordo della tela, in una zona fino a quel momento nascosta dalla cornice, i restauratori hanno portato alla luce un altro elemento iconografico importantissimo, riconducibile senza dubbio all´autore: un piccolo vaso di alabastro porta unguento, che richiama l´episodio evangelico dell´unzione del capo di Gesù in vista della sua morte.
La clamorosa scoperta è in realtà un ritrovamento. La tela, che proviene dalla quadreria privata del cardinale Federico Borromeo, già nel 1607 era stata catalogata come opera del Tiziano. Poi in epoche successive gli esperti avevano deciso di classificarla come opera della sua scuola. Adesso il restauro sembra togliere ogni dubbio. E riconsegna alla città una tela straordinaria che certamente attirerà la curiosità non soltanto dei milanesi. A confermare il ritrovamento è arrivata la scoperta nel patrimonio librario dell´Ambrosiana di un´ulteriore testimonianza: un manoscritto inedito del 1685 nel quale un dottore dell´Ambrosiana e sacerdote milanese, Biagio Guenzati, raccontando la vita di Federico Borromeo descrive nei dettagli l´episodio dell´acquisto della tela. Un quadro comprato da una vedova per la considerevole somma di settecento scudi. Un quadro esplicitamente indicato come "di mano di Tiziano".
Particolarmente orgoglioso del ritrovamento il Prefetto dell´Ambrosiana, monsignor Franco Buzzi, annuncia un progetto per festeggiare il ritrovamento dell´opera milanese: una grande mostra di Maddalene nell´arte, dalla pittura alla scultura. All´Ambrosiana, naturalmente, non vogliono neanche sentire parlare di una moda culturale legata all´ipotesi di una Maddalena moglie di Gesù e madre dei suoi figli, iniziatori della stirpe dei Merovingi, come sostenuto da Dan Brown nel fortunato Codice da Vinci. Resta il fatto che la figura di Maddalena, per anni dimenticata, sembra conoscere una nuova popolarità. Questo nudo dell´Ambrosiana, descritto da Federico Borromeo con toni di ammirazione «perché l´artista seppe mantenere nel nudo l´onestà», merita certamente di essere ammirato. E al più presto tornerà ad essere esposto, all´interno di una pinacoteca troppo spesso dimenticata, che conserva capolavori straordinari di autori come Leonardo da Vinci, Raffaello, Caravaggio, Brueghel, Botticelli, Bernardino Luini. Per non parlare di altre importanti opere dello stesso Tiziano.

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