lunedì 28 aprile 2008

Tombe etrusche intatte dopo duemila anni

Tombe etrusche intatte dopo duemila anni
IRENE BLUNDO
LA NAZIONE 12-08-2007

Eccezionale scoperta a Civitella Paganico Roride giorno e notte per il timore dei furti

INVIOLATA per oltre duemila anni. Nascosta dalla vegetazione del bosco e da rigogliosi lecci, una tomba etnisca del periodo Ellenistico è stata scoperta a Casenovole. Una piccola località nel comune di Civitella Paganico, a 45 chilometri da Grosseto. Un ritrovamento archeologico di grande significato. Un colpo sfuggito anche ai più esperti tombaroli. Già sedici le urne cinerarie venute alla luce, insieme a vasi di bronzo e ceramica, E a monete che potranno dirci con certezza il periodo della sepoltura. Ma è ancora troppo presto per lare un bilancio. Le operazioni andranno avanti almeno per altri due giorni.
VICINO al medievale castello di Casenovole, l'associazione archeologica «Odysseus» sta conducendo gli scavi in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni archeologici di Siena. «E' noto che questa sia una zona di insediamento etrusco, rna non pensavamo certo di trovarci di fronte a una scoperta così emozionante. Da questo poggettino ricoperto di alberi - spiega l'archeologo And rea Marcocci, presidente di Odysseus — si intravedevano le due pareti laterali di pietra scavata che compongono il dromos, il corridoio di accesso alla carriera funeraria vera e propria, posta sotto terra. E iti alto, sotto una grande radice, sì scorgeva una cavità. La gioia più grande, comunque, è stata vedere che tutto era intatto. L'importanza della sepoltura è stata subito evidente quando abbiamo trovato i primi reperti nel dromos, perché si tratta di ceramiche e vasellame di pregio. Le urne in pietra sono tre, di cui una con decorazione floreale con croce celtica. Le altre sono in terracotta con coperchio a ciotola». Al loro interno le ceneri dei defunti e frammenti di ossa.
MA NON C'È neanche il tempo di analizzare, o più semplicemente di osservare. Gli archeologici, guidati da Andrea Marcocci «armato» di pennello e trowel, procedono senza sosia nel loro paziente e delicato lavoro. Strato dopo strato affiorano tracce di storia. L'eccitazione è palpabile, Ma l'imperativo è portare via tutto il prima possibile, per metterlo al sicuro al Comune di Civitella Paganico. Almeno per il momento. Anche se il guaio, adesso che la notizia del ritrovamento si è diffusa, è garantire che nulla venga trafugato. Ci penserà una ronda che non perderà mai di vista il sito, né di giorno né di notte.
«A CINQUANTA metri da questa — racconta Andrea Marcocci — abbiamo già individuato un'altra tomba». E mentre parla, l'archeologo sporco di terra, accovacciato nella cavità della collinetta, scopre nuovi oggetti. Ecco uno specchietto con il manico intatto. Ecco un kyathos, e ancora altri vasi. Una torcia elettrica illumina i movimenti precisi e sicuri del nostro Indiana Jones. «La sepoltura dovrebbe risalire al 300 avanti Cristo — spiega il presidente di Odysseus — ma solo le analisi ci daranno con certezza la datazione di ogni oggetto. I reperti, infatti, potrebbero appartenere a epoche diverse».

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