martedì 29 aprile 2008

Suggestivo ritorno della Sirena Partenope

Suggestivo ritorno della Sirena Partenope
Laura Caico
Roma 12/06/2007

Una cerimonia suggestiva. Completato, dopo anni di lavoro, il complesso e delicato restauro della Sirena Partenope, intrapreso dall'associazione culturale "Mario Brancaccio" presieduta da Gaetano Brancaccio e da Vodafone Italia, l'antico gruppo scultoreo è tornato al suo posto, sul frontone del teatro San Carlo di Napoli, così come progettato da Antonio Niccolini nel 1816: per rimuovere il drappo celeste che ammanta la ritrovata bellezza dell'opera monumentale si sono riunite sul palco - approntato a ridosso della Galleria Umberto - le maggiori autorità cittadine, provinciali e regionali.
Fra i presenti, il Governatore della Campania Antonio Bassolino, il presidente della Provincia Dino Di Palma, il sindaco Rosa Iervolino Russo, il Sovrintendente ai Beni Ambientali e Architettonici di Napoli Enrico Guglielmo, il Sovrintendente del teatro San Carlo Gioacchino Tomasi di Lampedusa e Luca Rossetto, direttore generale Vodafone, affiancati da molti assessori e consiglieri. L'importante evento, che ha preso inizio alle ore 20.30 "spaccate", è stato presentato dalla presidente della "Commissione Restauro" Giuliana Gargiulo - per un decennio infaticabile conduttrice anche del "Premio Guglia" promosso dall'associazione Brancaccio - che ha saputo rendere pregnante il vivo interesse secolare della popolazione napoletana per la leggenda di Partenope e la portata culturale del restauro che ne riporta ai primigeni fasti l'immagine scultorea. Durante la cerimonia c'è stato un intermezzo musicale di una delegazione dell'Orchestra San Carlo. Densa di mito e magia, la storia della bellissima sirena sconfitta dall'astuzia di Ulisse impronta Napoli, sia nel nome antico della città che nei luoghi dedicati ad essa e alle sorelle Ligea e Leucosia, che preferirono annegare nelle acque del Golfo piuttosto che sopravvivere all'onta del fallimento: gli scogli delle Sirenuse, l'isolotto Li Galli, la tomba di Partenope (identificata dapprima nel Tempio della Fortuna, poi nell'altura di San Giovanni Maggiore o nell'isolotto di Megaride dove ne approdò il corpo esanime) esprimono il valore unico e assoluto che quest'immagine detiene nel cuore dei napoletani. Appare, pertanto, ancor più meritoria la lunga e paziente opera di ripristino che la "Commissione di Restauro" (presieduta da Giuliana Gargiulo e composta dai responsabili scientifici, architetti Vittorio Brescia, Luciano Raffin e Paolo Mascilli Migliorini) ha svolto in questo biennio per restituire alla città un siffatto simulacro, con il sostegno di vari sponsor fra cui l'Acen (Associazione Costruttori napoletani) presieduta da Ambrogio Prezioso, Acen Gruppo Giovani presieduta da Pietro Milano, Kone Ascensori, Fiart Mare (Nautica da diporto) di cui è amministratore delegato Fabrizio Brancaccio. Lo svolgimento della manifestazione raggiunge l'acme quando viene allontanato il manto che sovrasta la sommità del Teatro San Carlo e Partenope torna a sovrastare la sua città, sfolgorante nell'abbacinante candore della resina e del marmo: rinnovata nella bianca veste d'arte, la sirena è rappresentata in veste di matrona romana, ritta su un trono, mentre si accinge a incoronare i geni della commedia e della tragedia, raffigurati in abiti classici, cinti da una corona d'oro e da un serto di alloro. La folla esplode allora in un emozionante, incontenibile, applauso che esprime i suoi più intensi sentimenti: un approccio verso il futuro, che lascia ben sperare per le sorti della città offuscata dall'ombra delle vicende di ordinaria portata, ma desiderosa di risorgere ai fasti del passato e di ridiventare la capitale del Mediterraneo che ha illuminato per secoli l'Europa con la luce della propria arte, cultura, ineguagliabile umanità.

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