giovedì 27 marzo 2008

IL CIBO DEL FUTURO HA UN «BACKUP»

Il Sole24Ore 20 mar. ’08

IL CIBO DEL FUTURO HA UN «BACKUP»

Il «Sotterraneo dell'Apocalisse» alle isole Svalbard è stato ideato e realizzato in soli cinque anni.. Non c'era tempo da perdere
DA OSLO
MARCO MAGRINI
La principale fonte di energia che sostiene la civiltà umana è a rischio. No, qui non si parla di petrolio. Ma del grano. Del riso, della soia, del mais.
Ovvero quegli ingegnosi - e deliziosi - chicchi di energia compatta e biodisponibile, che hanno accompagnato l'homo sapiens e i suoi antenati lungo quel cammino evolutivo di milioni di anni. Cominciandolo però molto, molto tempo prima. «Se il rischio di perdere questo tesoro di diversità genetiche, venisse calcolato in percentuale, come i rischi assicurativi - dice Cary Fowler - direi che è del zoo%. Stiamo già perdendo pezzi di diversità. Tutti i giorni».
Parole che non vengono da un pulpito qualsiasi. Fowler, 58 anni, americano con la residenza in Norvegia, è il direttore del Crop Diversity Trust, un'organizzazione indipendente che si occupa della protezione delle varietà alimentari, che ha sede presso la Fao e quindi a Roma. Ma soprattutto è l'uomo che ha ideato la migliore polizza assicurativa possibile per la protezione del più grande tesoro a disposizione dell'umanità: non l'energia che fa girare le macchine, ma l'energia che fa muovere gli esseri umani stessi. Da poche settimane, in un'isola dell'arcipelago delle SvalUard - territorio norvegese distante appena uri migliaio di chilometri dal Polo Nord - c'è una grotta artificiale che finirà per contenere oltre due miliardi di semi di 4,5 milioni di varietà diverse. Stanno arrivando dalle 1400 banche genetiche sparse in cento Paesi del mondo, i cui gradi di sicurezza sono molto variabili e molto discutibili: basta vedere quella di Abu Grahid, in Iraq, che è stata saccheggiata dopo l'inizio della guerra. «SvalUard è una sorta di backup - sintetizza Fowler - una copia di sicurezza della diversità genetica. I giornali l'hanno subito battezzata Doomsday Vault (il sotterraneo dell'Apocalisse), che è forse eccessivo. Però dice anche una verità: quella grande grotta scavata nella pietra serve proprio a proteggerci da qualsiasi catastrofe: locale, regionale o globale» .
Per essere una polizza assicurativa sul più ancestrale tesoro dell'umanità, è costata pochi spiccioli: nove milioni di dollari, interamente sborsati dal governo norvegese. I costi operativi, modesti perché non c'è bisogno di personale a tempo pieno, sono coperti dal Crop Diversity Trust.
La storia di Cary Fowler comincia in un preciso momento storico: quando i prezzi delle materie prime sono andati alle stelle e le scorte hanno cominciato a scarseggiare. Sembra cronaca di oggi, invece siamo a metà anni 70. «Stavo scrivendo un libro su quella crisi alimentare, quando scoprii che non c'era una rete di sicurezza. Da li, mi misi in testa di convincere i Governi a fare qualcosa». I quali, qualcosa hanno poi fatto: nel'79, a Roma, è stato firmato il Trattato internazionale sulle risorse genetiche alimentari.
Ma la storia di SvalUard comincia appena cinque anni fa, quando Fowler-che in quel momento insegnava all'Università di Oslo insieme ad altri propone alla Norvegia di ospitare la più grande co-. pia di sicurezza della vita (umana) che sia mai stata realizzata. «Mi chiesero allora di dirigere i lavori per uno studio di fattibilità, dall’A alla Z». Alla presentazione dello studio, c'è solo un viceministro delle Finanze. Il quale, alla fine, chiede: «Lei crede che SvalUard sia il miglior posto al mondo per fare tutto questo?». Risposta affermativa: è un arcipelago remoto, senza rischi sismici e già abbastanza gelido da contribuire alla conservazione delle sementi. «AL che - racconta Fowler - replicò: "Allora non vedo come potremmo dire di no"».
II Sotterraneo dell'Apocalisse
per coloro che sono abituati a certe lungaggini delle grandi opere pubbliche - è stato inaugurato il zG febbraio scorso. Presto, molto presto. Ma sempre troppo tardi.
«Dalla fine degli anni 69 a oggi, la diversità è già stata messa a repentaglio: nei Paesi sviluppati, l'agricoltura ha unanimamente adottato varietà uniformi, finendo per erodere la varietà genetica disponibile». Il G1oUal Diversity Trust diretto da Fowler, sta mettendo in piedi una banca dati per censire quel che è rimasto. Secondo le prime informazioni, risulta che esistano tutt'oggi oltre 2oomila tipi di riso, 2oomila varietà di grano, q 7mila di sorgo, 3omila di fagioli e di mais, r5mila di arachidi.
«Non esiste la varietà migliore - rammenta Fowler - perché dipende dal luogo e dal tempo. La miglior varietà del 2008 non sarà più la migliore nel 2025 la ricchezza genetica è in continua trasformazione. Da sempre, gli agricoltori incrociano varietà diverse per ottenere il miglior risultato. È un po' come la tavolozza di un pittore: senza tutti i colori a disposizione, ben difficilmente il quadro sarà un capolavoro».
Da oggi però, c'è almeno la copia di sicurezza. Perché, se l’energia fossile che bruciamo è bruciata per sempre, l'energia che ha fatto crescere e sostentato l'intero genere umano «è la più meravigliosa risorsa rinnovabile che esista».
«Ci meravigliamo davanti alle piramidi o al Colosseo - scherza Fowler- ma se non ci fossero stati il grano o le patate, non esisterebbero neppure loro».
I cambiamenti climatici in corso, sono già sufficienti a giustificare un magazzino sotterraneo dell'Apocalisse. E, anche senza scomodare rischi estremi come un conflitto nucleare, l’idea di Svalbard dovrebbe essere accolta da ogni abitante della Terra - un'astronave con a bordo G miliardi e mezzo di bocche da sfamare - con lo stesso atteggiamento di quel viceministro del Regno di Norvegia: «Non vediamo come si potrebbe dirgli di no».

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