domenica 27 gennaio 2008

Duemila pacifisti israeliani «nutrono» Gaza

l’Unità 27.1.08
Duemila pacifisti israeliani «nutrono» Gaza
Carovana d’aiuti nella Giornata globale d’azione. Centinaia d’iniziative in tutto il mondo

DUEMILA PACIFISTI israeliani hanno scortato una carovana d’aiuti a Gaza. È solo una delle centinaia di iniziative promosse ieri per la giornata globale di azione del World Social Forum 2008. Più di mille gruppi mobilitati in tutto il mondo per un mix di marce, dibattiti, sit-in, manifestazioni di solidarietà, secondo la formula scelta quest’anno per dare voce alla «grande alleanza di gruppi, città, movimenti» che animano gli «altro-mondialisti». Non ci sono stati grandi momenti comuni, ma un universo di manifestazioni disseminate su tutto il pianeta, «ciascuno con i propri linguaggi» e «sui propri temi più scottanti», che sono molti e diversi.
In Medio Oriente, i pacifisti israeliani hanno rotto l’isolamento di Gaza, accompagnando un convoglio di aiuti umanitari. Nonostante nella notte l'esercito avesse interrotto l'accesso al punto al confine dove era previsto l'incontro con i palestinesi, il contatto con il responsabile dell’ospedale locale è andato a buon fine.
In Asia, in Corea del Sud contadini e attivisti hanno manifestato per chiedere un mondo «senza povertà e senza discriminazioni», mentre una parata di barche ha attraversato Mumbay, in India, per chiedere giustizia e che la crescita economica non schiacci i diritti dei milioni di poveri del Paese. Gli sfollati vittime degli uragani in Bangladesh sono scesi in piazza per reclamare un tetto sicuro per tutti. In Giappone la coalizione anti-G8 è scesa in piazza per ribadire la sua protesta contro il prossimo vertice previsto a Hokkaido.
In Australia gli aborigeni hanno sfilato per le strade di Melbourne per commemorare l'«Invasion day», la ricorrenza nella quale si ricordano i massacri subiti dalla popolazione indigena da parte dei colonialisti inglesi. In Africa sono in corso il Forum Sociale del Maghreb e quello del Mozambico. In Turchia a Istanbul, Ankara, Izmir e Adana migliaia di persone hanno manifestato contro la guerra e per i diritti umani. In Iraq a Samarra centinaia di bambini hanno consegnato armi giocattolo e ricevuto in cambio palloni.
In Europa, migliaia di persone sono riunite da venerdì a Bercellona per il primo Forum Sociale della Catalogna. Ieri pomeriggio a Parigi grande concerto contro il razzismo. In Russia, iniziative in trenta città per la democrazia, i diritti sociali e il lavoro. In Brasile grande concerto sulla spiaggia di Rio, negli Stati Uniti iniziative per rivendicare il diritto di tornare a New Orleans, per tutti gli sfollati di Katrina. Anche in Italia si sono tenute oltre 300 iniziative in 85 località (40 solo a Firenze, 15 a Roma), sui temi della pace, del disarmo, dei diritti del lavoro, delle economie solidali, dei conflitti, del razzismo, dei rifiuti.
L’idea di fondo è quella di un «laboratorio permanente globale, di lotte, alternative, manifestazioni, eventi culturali», che esprimono la vera natura del Forum sociale mondiale. Se c’è un rischio però nella formula scelta è che, rispetto a edizioni precedenti, la Giornata globale d’azione finisce per essere talmente parcellizzata in una miriade di iniziative da rischiare l’effetto dissolvenza.

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