venerdì 18 gennaio 2008

Cagnacci. Maestro del sacro e del profano

La Repubblica 18.1.08
Cagnacci. Maestro del sacro e del profano

Domenica nei Musei San Domenico di Forlì, il pittore seicentesco capace di dare grandezza ai santi quanto a erotiche Cleopatre Parla il curatore Antonio Paolucci
Capolavori da tutto il mondo messi a confronto con i lavori degli amici, da Guido Reni a Caravaggio Vouet, Guercino

Sedotto dai piaceri della carne e dalla spiritualità, artista bizzarro e stravagante, lo definirono le fonti antiche. Ed effettivamente Guido Cagnacci lo fu per mille ragioni, a cominciare dall´idea di trascinarsi dietro splendide fanciulle, le modelle, vestite da uomo. Amante della vita e delle feste e al contempo assai litigioso ebbe una gioventù difficile come racconta indirettamente il padre il quale, conciapelli e messo del comune di Casteldurante (l´odierna Urbania), nell´atto testamentario detrasse dall´eredità le spese sostenute per mantenerlo agli studi di pittore. Una decisione aspra che Matteo Cagnacci - secondo Daniele Benati con Antonio Paolucci curatore della mostra che aprirà a Forlì nei Musei San Domenico il 20 gennaio - maturò in seguito agli scandali di cui il figlio si era reso protagonista a Rimini. In quella costa romagnola, forse con un fondo crapulone e orgiastico come oggi, Guido Cagnacci aveva tentò di fuggire con una nobile riminese, Teodora Stivivi vedova Battaglini, contessa ricca, svelta e chiacchierata, con la quale aveva stretto segretamente un patto di nozze. Fu il padre a denunciarlo all´autorità pontificia. Intervenne la «squadra del buon costume» che sventò la fuga, imprigionò la contessa, costrinse il pittore all´esilio.
Ma gli scandali toccarono ben poco l´arte di Guido Cagnacci, maestro sublime, capace di dare grandezza al sacro e al profano, ai santi e agli angeli che volano su tersi cieli azzurri, alle sensuali morenti Cleopatre da un incarnato rosa più vero del vero, influenzato da Guido Reni e da Caravaggio.
Fu odiato e molto amato tanto da trascorrere gli ultimi anni alla corte di Leopoldo I d´Asburgo, a Vienna dove morì nel 1663 a 62 anni e dove fu sepolto nella Augustinerkieche. Quando la notizia della sua morte giunse a Rimini monsignor Giacomo Villani la annotò nel suo diario aggiungendo: «pittore di felice ingegno, ma d´infelice fortuna». Poi un imbarazzato silenzio: i tempi si erano fatti più cupi e l´inquisizione più attenta anche al «privato».
Molti collezionisti italiani si liberarono dei suoi quadri vendendoli a principi oltremontani, come narra un erudito bolognese.
Fu così che su questo meraviglioso artista scese l´oblio. Fu quasi dimenticato per almeno quattro secoli fino, agli anni Cinquanta del Novecento, quando due mostre e gli studi di Cesare Gnudi e di Francesco Arcangeli accesero le luci sull´originalità e la grandezza dell´artista, avviarono una lettura corretta della pittura realistica e contrastata della sua giovinezza e di quella più luminosa e sensuale della sua maturità.
Oggi per Guido Cagnacci arriva la prima vera monografica, carica di capolavori provenienti da ogni parte del mondo, messi a confronto con la pittura degli artisti che «incontrò» durante i soggiorni romani con l´amico Guercino: Caravaggio e Guido Reni (presenti con 4 dipinti ciascuno), ma anche Bogianni, Serodine, Honthorst, Gentileschi, Vouet.
Grande mostra dunque che, come dice Antonio Paolucci, curatore e oggi anche direttore dei Musei Vaticani, «fin dal sottotitolo spiega gli intenti dell´esposizione: Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Guido Reni. Noi vogliamo dimostrare - ed è la prima volta che accade - che Cagnacci è un protagonista della sua epoca, non è un comprimario, un testimone, un seguace. E´ in primo piano nella scena della pittura del naturalismo e del Barocco. Ecco perché è accanto a Caravaggio e al Reni. Questo il mercato lo ha compreso prima di noi: Cagnacci è un pittore internazionale che nelle vendite all´asta spunta prezzi altissimi».
Fino agli anni Cinquanta del Novecento fu però dimenticato.
«Ha avuto una lunga eclisse, fu riscoperto da Gnudi e Arcangeli. Ci fu una mostra nel 1993 curata da Benati, ma era piccola. A Forlì c´è tutto il corpus di Cagnacci, messo a confronto con grandi maestri».
Guercino, di cui Cagnacci fu amico, ne segnò la pittura?
«Cagnacci fu un artista onnivoro, che prese quel che poteva da tutti. Certamente anche da Guercino. A Roma abitavano nella stessa casa. Ma non si può dire che ne fu un seguace. Guercino prese un´altra strada».
Da Caravaggio che vide a Roma fu influenzato più per il sacro.
«Cerco di spiegare una cosa che viene fuori dalla mostra. E´ molto difficile classificare con un´etichetta Guido Cagnacci, parlare di naturalismo, barocco, classicismo. Contaminava, disarticolava gli stili, ne creava uno suo. Non v´è dubbio che vide Caravaggio e vi sono opere di fortissimo naturalismo ma vi sono opere anche in cui si vede che vira verso gli esempi di Guido Reni, verso il classicismo bolognese».
Quanto risentì di Guido Reni nei quadri erotici «da stanza»?
«Guido Reni fu il pittore della bellezza virtuosa, incarnata, sublimata, asessuata. Cagnacci al contrario immerse l´anatomia, la realtà fisica del corpo nella pelle degli uomini e delle donne di tutti i tempi. Tutte queste suggestioni messe insieme crearono una diversa proposta stilistica dell´artista che si esprime anche nei soggetti erotici che l´hanno reso famoso nel mondo».
Famoso perché leggermente porno? Anche la sua vita fu molto turbolenta. Vestiva le modelle da uomo.
«La sua vita fu turbolenta. Fu un mascalzoncello, sempre nei guai a causa delle donne, corse a Venezia, a Vienna. I biografi testimoniano il suo carattere pittoresco anche attraverso le modelle travestite. Ma non era un pornografo, non cercava una committenza particolare. Sentiva l´eros come un qualcosa di sostanziale della natura umana, riuscì a dare una straordinaria evidenza e attualità alla componente erotica. Questa è la sua modernità. Era, fu in qualche modo, un artista concettuale. Per lui la rappresentazione del concetto, dell´idea, era più importante dei modi tecnici usati dal pittore».

Nessun commento: