martedì 13 maggio 2008

Sit in davanti alla Maya Desnuda di Goya a Madrid contro chi non consente di nutrire i neonati in pubblico

La Repubblica 25.9.07
Sit in davanti alla Maya Desnuda di Goya a Madrid contro chi non consente di nutrire i neonati in pubblico
"Vietato allattare" le mamme in rivolta
di Cristina Nadotti

Il seno della Maya Desnuda sì, quello della mamma che allatta, no. Il 7 agosto Cindy Piccard si è messa ad allattare il figlio di sei mesi nella sala del museo madrileno del Prado dove è esposto il quadro di Francisco Goya ed è stata allontanata da un sorvegliante. «Non può allattare qui, deve andare nella caffetteria o alla toilette», ha detto l´uomo alla donna, che voleva acquietare il bambino e continuare a guardare i quadri. Domenica scorsa Cindy è tornata al museo del Prado con una ventina di mamme, tutte con i figli in braccio. Si sono sedute sui divanetti della sala 16B e hanno allattato i bambini in mezzo ai tanti visitatori domenicali.
Questa volta nessuno si è avvicinato per invitare le donne ad andare altrove, nonostante in precedenza a Cindy fosse arrivata una lettera della direzione del Museo, con la quale la struttura giustificava il comportamento del sorvegliante e rendeva noto che presto al Prado sarà messa a disposizione delle madri una stanza dove allattare i figli in tranquillità. «Non è questo il punto - ha detto Cindy Piccard per spiegare la protesta di domenica - non serve soltanto uno spazio dedicato alle madri, serve una diversa considerazione del gesto. Vogliamo che mostrare il seno per allattare i nostri figli sia considerato normale».
In Spagna, come in Italia, negli Stati Uniti e nella maggior parte dei paesi europei, non c´è una legge che impedisce di scoprire il seno in pubblico per allattare, tuttavia molte donne si sentono a disagio e sono talvolta invitate o costrette a nascondersi quando devono occuparsi dei figli. Nel novembre 2006 a Dallas, in Texas, una donna americana fu fatta scendere da un aereo quando rifiutò di nascondersi sotto una coperta per offrire il seno al bambino. Ne seguì un´azione legale e numerose proteste con sessioni di allattamento collettive negli aeroporti di tutti gli Stati Uniti. Lo scorso febbraio a Roma la proprietaria di un bar si è messa a urlare «Qui certe cose non sono permesse!» e ha cacciato dal locale una donna che, mentre faceva colazione come tutte le mattine, si era fermata al tavolino anche per allattare il bambino che nel frattempo si era messo a piangere.
La gente reagisce in modo negativo a un seno scoperto per paura, secondo i sociologi. «Si tratta di reazioni sessuofobiche - è la spiegazione di Enrico Pugliese, dell´Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali - per cui un seno nudo è visto come richiamo sessuale». Colpa però anche della confusione generata nella gente dalle tante teorie per il corretto allevamento dei bambini, che spesso si sono sostituite alla tradizione, al buon senso materno: «Nella società moderna spesso è prevalsa la teoria per cui del neonato si deve prendere cura la collettività più che la madre come individuo - continua Pugliese - Non a caso uno dei paesi dove più numerosi sono i casi di discriminazione delle donne che allattano sono gli Stati Uniti. Qui, a una società in cui l´elemento puritano è molto presente si sono aggiunte teorie sulla cura dell´infanzia volubili e cicliche».
Nessuno discute più sul fatto che allattare al seno sia preferibile e consigliato, eppure farlo in pubblico è difficile. Non ci sono neanche precauzioni igieniche a sconsigliarlo: «I microbi che possono arrivare al bambino perché viene allattato in un luogo pubblico non sono più di quelli che gli passa la gente che lo accarezza o che vengono dal ciuccio - dice Roberta Lodi, microbiologa esperta di produzioni alimentari e latte in particolare - Il bambino non deve vivere in una campana di vetro e per lo sviluppo del suo sistema immunitario il latte materno è la migliore garanzia». E Donatella Poretti, la deputata della Rosa nel Pugno che dopo l´elezione in Parlamento ha chiesto le venisse messa a disposizione una stanza per allattare la figlia durante le sedute a Palazzo Chigi rivela: «Ho chiesto un luogo dedicato perché mi avevano relegato in infermeria, dove i rischi di infezione sono reali. Non ho mai avuto problemi a dare il seno a mia figlia in pubblico e non li avrei avuti neanche nel Transatlantico, ma quando ho detto come provocazione che l´avrei fatto ho percepito chiaramente il disagio dei colleghi, che ritenevano scandalosa una cosa che per me era del tutto naturale. In Italia siamo ancora all´anno zero in fatto di sostegno alle madri. Le donne dovrebbero invece essere messe in condizione di poter scegliere dove e come prendersi cura del proprio figlio, con strutture e possibilità che non mirino a isolarle, ma a rendere più semplice il loro compito».

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