martedì 13 maggio 2008

La Ue ha deciso di celebrare il cinema europeo in tre corti.

l'Unità 3.7.07
La Ue ha deciso di celebrare il cinema europeo in tre corti. Uno è dedicato all’amore senza allusioni. Ma in Polonia...
Questo è sesso! La Polonia chiede le mutande per uno spot europeo
di Alberto Crespi

Per una volta che l’Unione Europea fa una cosa divertente, si arrabbiano tutti. Attenzione, però: i più furibondi sono i polacchi, in particolare il signor Maciej Giertych che è leader della «Associazione delle famiglie polacche», un corrispettivo slavo del Moige. E qualcosa, delle famiglie di Varsavia e dei loro figli gemelli, sappiamo anche qui...
Fuor di metafora: l’Ue ha commissionato 3 spot per promuovere il cinema europeo e li ha messi in rete sul famoso sito You Tube. Fanno parte di un «pacchetto» di 44 spot attraverso i quali la Ue pubblicizza le proprie attività. Sono stati approvati dalla signora Margot Wallstrom, commissaria europea responsabile della comunicazione. Uno dei 3 spot sul cinema ha provocato un’ondata di reazioni indignate. E perché? Perché è «sexy»... Inutile dire che, grazie agli strali dei benpensanti, è diventato subito «cliccatissimo». Anche da noi... che l’abbiamo visto solo per poterlo raccontare a voi, che credete?
Dunque: lo spot si intitola Let’s Come Together (seguirà traduzione) e dura 44 secondi (è il numero ricorrente di questa storia, i mitici gatti in fila per 6 col resto di 2 c’entreranno qualcosa?). In questi 44 secondi si vede un rapidissimo montaggio di scene di sesso, tutte tratte da film europei più o meno recenti (stessa tecnica anche negli altri 2 spot, intitolati It started with a proposal e You’re not alone: ma questi sono sentimentali e poetici, quindi tutto bene). La prima immagine è lo sbottonamento di un paio di jeans; l’ultima è il primo piano di una signora visibilmente soddisfatta per ciò che ha appena fatto. In mezzo, amplessi di ogni tipo, etero e gay, montati velocemente, senza dettagli hard, con contrappunto di immagini «simboliche» (un bicchiere che trema, un toast che si cuoce, un’auto che si schianta contro un muro). Alla fine compare il titolo Let’s Come Together, che cita contemporaneamente Beatles (Come Together) e Rolling Stones (Let’s Spend the Night Together) e significa, ormai possiamo dirvelo, «veniamo insieme», che ci sembra per inciso un bellissimo auspicio. Sul titolo, una voce: «Milioni di amanti del cinema si godono i film europei».
Dov’è lo scandalo? Dove sono i «metodi immorali» che, sempre secondo le famiglie polacche, la Ue utilizzerebbe biecamente per i propri scopi? Sarà bene ricordare, a tutti i polacchi del mondo, alcune cosette.
1) Cinema e sesso sono da sempre legati. Il cinema racconta il sesso e a volte lo stimola, lo incoraggia. È uno dei motivi per cui il cinema, dal 1895 in poi, ha avuto un discreto successo.
2) Il cinema europeo è spesso una palla mortale. Affermare che nello spot non compare «la grande tradizione del cinema europeo», come ha fatto qualcuno, è un complimento. Come sarebbe dovuto essere, lo spot? Una carrellata di crinoline, monumenti e ritratti di Garibaldi?
3) Alternare immagini erotiche con immagini simboliche che alludono al sesso è ciò che fece negli anni ‘20 il teorico del cinema sovietico Lev Kulesov, nel suo famoso «esperimento», in cui il primo piano di un attore (sempre lo stesso) veniva alternato a immagini diverse (un piatto di cibo, un bimbo che piange, una donna nuda). Agli spettatori sembrava che il primo piano fosse, ogni volta, diverso, ed esprimesse ora fame, ora pietà, ora desiderio. L’«esperimento Kulesov» è cinema allo stato puro e la Ue l’ha in qualche modo rifatto. Complimenti. Ma dovevano immaginare che, citando un maestro del cinema sovietico, i polacchi ci sarebbero rimasti male.

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