mercoledì 14 maggio 2008

Ecco la lingua delle pietre

La Stampa 16,5.07
Ecco la lingua delle pietre
Archeologia. Inizia la decifrazione dei petroglifi: rivelano credenze ed emozioni dei sapiens
In Dordogna scoperti i più antichi contratti di matrimonio. Risalgono a circa 30 mila anni fa
di Emmanuel Anati

Le ricerche al Centro Camuno di Studi Preistorici in collaborazione con altri enti [.] hanno portato a risultati promettenti, che aprono la strada ad una lettura dell'arte rupestre o, piuttosto, alla sua decodificazione. Ciò è stato possibile grazie alla sinergia tra discipline diverse, in particolare linguistica e psicologica con il concorso degli psicoanalisti.
Nel mondo, in oltre 180 Paesi, l'uomo preistorico ha lasciato incise o dipinte sulle rocce immagini e simboli che stanno diventando motivo di attrazione per appassionati e studiosi. Si contano oltre 75 mila siti di arte rupestre e si valuta che quanto finora documentato comprenda 45 milioni di immagini. Che cosa ha spinto l'uomo a una tale creatività?
Uno degli aspetti del XXII Simposio di Valcamonica (dal 18 al 24 maggio a Darlo Boario Terme) è quello di trovare una risposta a questa domanda. Già sappiamo che gran parte dell'arte rupestre preistorica non aveva uno scopo decorativo: era un mezzo per trasmettere informazioni e messaggi, era «una scrittura prima della scrittura».
Le ricerche al Centro Camuno di Studi Preistorici in collaborazione con altri enti - la Maison des Sciences de l'Homme di Parigi, il CIPSH, il Consiglio Internazionale della Filosofia e delle Scienze Umane, e l'UISPP, l'Unione Internazionale delle Scienze e Protostoriche - hanno portato a risultati promettenti, che aprono la strada ad una lettura dell'arte rupestre o, piuttosto, alla sua decodificazione. Ciò è stato possibile grazie alla sinergia tra discipline diverse, in particolare linguistica e psicologica con il concorso degli psicoanalisti.
I primi risultati saranno presentati al simposio con una comunicazione sui gruppi più antichi dell'arte preistorica europea, lo stile di La Ferrassie in Dordogna, nel Sud-Ovest della Francia. Questa ricerca propone una lettura di 19 monumenti di arte rupestre, scoperti all'inizio del secolo scorso e mai in precedenza decriptati. Un'analisi dei monumenti ha condotto alla conclusione che si tratti della definizione di regole che stabiliscono le affinità totemiche che permettono l'accoppiamento. Si tratterebbe, quindi, dei più antichi «contratti di matrimonio» che si conoscono, risalenti a circa 30 mila anni fa.
Al simposio saranno organizzate anche due mostre sulla lettura dell'arte rupestre. L'esposizione sulla Valcamonica rivela il processo di lettura e decodificazione di una composizione che comprende una sessantina di segni del VI-V secolo a.C. Si rivela come la narrazione di un mito istoriato su una roccia a scopo didattico, probabilmente rivolta ad una classe di iniziandi.
L'altra mostra illustra le funzioni diverse del punto in vari periodi e in varie culture. Il contesto di cui si trova questo segno rivela intenti differenti e tuttavia mette in luce la presenza di archetipi e di paradigmi universali. Questa ricerca, che ha prospettive rivoluzionarie, sarà al vaglio dei partecipanti provenienti da 34 Paesi. Tutto ebbe inizio con due monografie pubblicate nel 2002: «La struttura elementare dell'arte» e «Lo stile come fattore diagnostico dell'arte preistorica». Questi studi hanno dimostrato la presenza ricorrente di strutture grammaticali e sintattiche dell'arte preistorica fin dai primordi, intorno a 50 mila anni fa.
La decrittazione dell'arte preistorica sta quindi portando alla rivelazione di brani di storia, di credenze, di eventi e di stati d'animo che offrono una visione eccezionale dello sviluppo del sistema cognitivo dell'Homo sapiens. Le conseguenze possono essere di ampia portata: con il procedere di questo tipo di ricerche la storia dell'umanità potrebbe allungarsi dai 5 mila anni dell'attuale storia fino ai 50 mila, da quando si hanno documenti di arte preistorica che possono essere decodificati.
La comprensione dei processi cognitivi dell'uomo preistorico potrà servire non solo a storici e archeologi, ma a psicologi, sociologi, linguisti, storici delle religioni. E' una ricerca dai risultati già vasti, eppure è solo all'inizio.

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