venerdì 11 aprile 2008

All´Archiginnasio la disputa sul testo di Artemidoro: vero o falso?

BOLOGNA -All´Archiginnasio la disputa sul testo di Artemidoro: vero o falso?
ILARIA VENTURI
GIOVEDÌ, 10 APRILE 2008 La repubblica - Bologna

Il j´accuse di Canfora sul papiro
Il filologo presenta il suo libro contro l´autenticità e ne discute con Cavina Pernigotti e Tosi

TUTTO comincia quando un mercante armeno propone all´Università di Milano di esaminare un papiro in cui compaiono cinque colonne di un testo greco, disegni del corpo umano e figure di animali. Gli esperti chiamati in causa datano il reperto al primo secolo a. C. e ne identificano il testo come parte della perduta Geografia di Artemidoro di Efeso. Ma è davvero così? Una delle più famose e recenti querelle tra studiosi del mondo antico, la disputa sul «papiro di Artemidoro», arriva a Bologna con la presentazione del libro di Luciano Canfora, il professore di filologia classica che sostiene la tesi del falso (il principale indiziato è Costantino Simonidis, uno dei personaggi più ambigui vissuti nell´Europa ottocentesca, e falsario di fama). L´incontro sul volume edito da Laterza, «Il papiro di Artemidoro», si tiene oggi alle 17.30 alla sala dello Stabat Mater dell´Archiginnasio. Interverranno, con l´autore, Anna Ottani Cavina, l´egittologo Sergio Pernigotti, Renzo Tosi, coordinati dal latinista Ivano Dionigi. Lo scontro accademico che ha visto Canfora opporsi a Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, difensore dell´autenticità del papiro, sta facendo il giro del mondo e darà vita anche all´Alma Mater a ulteriori seminari e dibattiti. Perché in fondo, ricorda Renzo Tosi, docente di letteratura greca, c´è in gioco la nostra visione della lingua e della cultura greca, la nostra concezione dell´antico. «Mi sono molto appassionata al caso perché il libro di Canfora è rigorosissimo sul piano dell´indagine, è costruito su un´analisi allo spasimo», commenta Anna Ottani Cavina che da storica dell´arte ha studiato i disegni. «Sono troppe le tracce di un mondo più moderno di quello di un papiro», la sua convinzione.
«D´altra parte il principio è che un falsario è un uomo del suo tempo, in maniera inconscia proietta convinzioni ed elementi della cultura a lui propri e che a distanza emergono». Ornella Montanari, grecista dell´Alma Mater, stigmatizza la dinamica degli schieramenti. «E´ un dibattito che ha diviso gli studiosi in partigiani e nemici, ma che in realtà che dovrebbe rimanere, o tornare ad essere, scientifico». Intanto il giallo sul papiro di Artemidoro, acquistato dalla Fondazione per l´arte della Compagnia di San Paolo, tiene banco fuori dall´accademia. La sintesi è di Dionigi: «Mi pare che i classici ignorati dal legislatore, emarginati dalle scuole, questi grandi `inutili´ sembrano prendersi la rivincita. Il dubbio e le divergenze sono salutari per le nostre discipline».

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