venerdì 8 febbraio 2008

Sebastiano del Piombo, il grande artista oscurato da Raffaello e Leonardo

l’Unità Roma 8.2.08
Un veneziano a Palazzo Venezia
Sebastiano del Piombo, il grande artista oscurato da Raffaello e Leonardo
di Flavia Matitti

FAMA Ma oggi, vista la grande fama di cui gode Raffaello rispetto all’assai minore notorietà di Sebastiano, si stenta a credere che l’Urbinate potesse davvero sentirsi minacciato e brigasse, fino alla morte, sopraggiunta nel 1520, pur di evitare il confronto. La vicenda comunque è significativa perché mostra come Sebastiano fosse considerato dai contemporanei uno dei maggiori artisti e l'unico a poter contare sull’appoggio e l’amicizia di Michelangelo, prodigo con lui di idee e disegni.
In seguito, però, la figura di Sebastiano del Piombo ha goduto di sempre minor fortuna e la coscienza della sua importanza nel panorama artistico del Rinascimento, accanto a Raffaello, Leonardo, Michelangelo e Tiziano, si è venuta perdendo, tanto che a questo pittore non era mai stata dedicata una mostra monografica.
A rendere finalmente il giusto merito a Sebastiano Luciani (poi noto come “del Piombo” perché nel 1531 gli venne assegnato l’incarico di piombatore pontificio) ora un’ampia rassegna, ordinata nelle sale di Palazzo Venezia, curata da Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e organizzata da Mondomostre (catalogo Federico Motta Editore).
Nata dalla collaborazione tra il Polo Museale e la Gemäldegalerie di Berlino, città nella quale la mostra approderà in giugno, la retrospettiva si avvale di un allestimento d’eccezione, ideato da Luca Ronconi e Margherita Palli, teso a valorizzare appieno ogni singolo dipinto, anche tramite un sistema di illuminazione all’avanguardia, curato da un “lighting designer” americano. Il risultato è molto scenografico e di grande suggestione, perché mano mano che si avanza lungo il percorso espositivo, si ha quasi l’impressione che ciascun quadro appaia in quel momento davanti a noi, unico protagonista di un teatrino immaginario. Appare però sacrificato l'effetto d’insieme.
L’itinerario inizia con il periodo veneziano di Sebastiano del Piombo, città nella quale l’artista nasce nel 1485 e dove assimila la lezione di Giovanni Bellini e di Giorgione. Due tavolette pendant con la “Nascita e Morte di Adone” testimoniano l’adesione al gusto giorgionesco. Dominano la sala le grandi portelle d’organo della chiesa di San Bartolomeo di Rialto (1509), che nelle eroiche figure di santi ritratti a grandezza naturale rivelano un pittore ormai pienamente maturo. La seconda sezione presenta una serie di magnifici ritratti realizzati a Roma, dove Sebastiano giunge ventiseienne nel 1511, al seguito del banchiere Agostino Chigi, e dove morirà nel 1547. Sono ritratti che coniugano il cromatismo, la capacità introspettiva ed il sentimento della natura degli anni veneziani con una consistenza volumetrica “michelangiolesca”. La terza sala riunisce un nucleo di quadri di soggetto sacro, tra i quali spiccano i notturni della “Pietà” (1516) e della “Flagellazione di Cristo” (1525) conservati a Viterbo. Vi sono poi alcuni dipinti raffiguranti il Cristo Portacroce, un soggetto dalla spiritualità sofferta ed interiore, che avrà molto successo nella Controriforma, sia in Italia che in Spagna. Lungo il percorso una sala è dedicata alla grafica. Dell’artista, infatti, sono sopravvissuti una quarantina di disegni, metà dei quali sono esposti a Roma mentre un’altra ventina sarà presentata a Berlino.
Palazzo Venezia (fino al 18/05) orari: 10.00 – 20.00 venerdì e sabato fino alle 22.00 Tel. 06.681.922.30

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