sabato 16 febbraio 2008

«Le ragazze assenti dalle piazze Per loro scontate le nostre conquiste»

«Le ragazze assenti dalle piazze Per loro scontate le nostre conquiste»

Corriere della Sera del 15 febbraio 2008, pag. 3

di Virginia Piccolillo

«Ma certo che le ragazze in piazza non vengono. Loro danno per scontata la sessualità, la pillola, la scelta sulla propria maternità. Non sanno che ora sono a rischio ».


Emma Bonino, leader radicale, ministro del Commercio Internazionale del governo Prodi, da ragazza era già in prima linea nella battaglia per i diritti delle donne. Nel '75, dopo aver fondato il C.I.S.A. (Centro per l'informazione sulla sterilizzazione e l'aborto) si autodenunciò per procurato aborto.


Ma non si stupisce che ieri a difendere la legge 194 in piazza ci fossero più adulte che giovani.


Perché?


«Le donne che hanno più o meno la mia età hanno una grande reattività su questi temi, magari perché ricordano gli aborti clandestini, o hanno potuto usare la 194. Ma certo è che la generazione più giovane non sa cosa sta accadendo. Lo vedo con mia nipote Marta».


Cosa le dice?


«Mi ascolta sgomenta. Lei è di una generazione che ha conosciuto la libera scelta su quando e come essere madre, quando e con chi vivere. Non ha segnali della messa in discussione di questa libertà».


E lei gliene parla?


«Sì, ma mi guarda come un marziano quando le parlo della deriva bigotto-ipocrita che dal 2001 ha preso la nostra politica: quella tragica campagna elettorale che poi ha portato alla legge 40 contro la fecondazione assistita e al referendum. E poi, diciamolo, è anche colpa dei genitori se i ragazzi non vanno in piazza».


Dei genitori?


«Sì, che non parlano più ai loro figli di politica, di diritti, di maternità. Sono temi che nelle famiglie non si affrontano più».


Ma i genitori sono gli ex ragazzi del '68.


«Appunto. Molti si sono accomodati da altre parti, molti hanno proprio rimosso. Poi, certo, non è che la spoliticizzazione dipende solo dai genitori ».


Anche dalla politica?


«Anche. Il nostro è uno dei pochi partiti dove ci sono molti ragazzi. Particolari, come è nel nostro stile: magari hanno un parente disabile o sono giovani ricercatori. Dipende anche da come li si coinvolge».


Ovvero?


«Spesso la politica si rivolge ai giovani solo per dir loro: "non andare in discoteca, non bere, non guidare". E loro naturalmente non ascoltano. Ma anche la scuola aiuta la spoliticizzazione dei ragazzi. Per non parlare della Rai».


La Rai?


«Quando Ruini ha convocato i cattolici all'Angelus in solidarietà con Ratzinger (per approfittare dell'effetto aggiuntivo) era in diretta sul Tg1. Le manifestazioni di ieri hanno potuto contare solo sul passaparola e i soliti canali. Mi sembra già un miracolo che ci siano state molte manifestazioni in tutta Italia».


Cosa fare per invogliare i giovani all'impegno?


«Innanzitutto accoglierli. Perché su questi temi dove possono andare? Certo non nella Cosa bianca o nel Pdl, possono giusto venire da me».


E nel Pd?
«La risposta concreta del Pd sarebbe quella di unirsi alla lista Bonino. Visto che Veltroni non è più solo e ormai è anche male accompagnato».

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