lunedì 18 febbraio 2008

I consigli di Avvenire. Pd, arriva la carica dei cattolici

La Repubblica 18.2.08
I consigli di Avvenire. Pd, arriva la carica dei cattolici
Il 27 convention a Roma. Dalla Bindi alla Binetti stop alla diaspora
di Giovanna Casadio

La sfida dei leader "Dimostriamo nei fatti dove sono i credenti in politica"
Aprirà i lavori il salesiano don Carlo Nanni, vicino al cardinale Tarcisio Bertone

ROMA - Giuliano Ferrara "pro Life" più che altro «irrita le gerarchie». Pier Ferdinando Casini ha il partito sotto botta e dovrebbe accogliere i suggerimenti di Avvenire, il quotidiano dei vescovi, sulla «qualità» di chi mette in lista. Da ciò ne deriva che «una questione cattolica si è ormai aperta per Berlusconi e company; al contrario la diffidenza della Chiesa nei confronti del Partito democratico va calando». Beppe Fioroni ne è sicurissimo. Personalmente, ha invitato don Carlo Nanni, teologo e pedagogista salesiano, ad aprire (con Andrea Riccardi della comunità di Sant´Egidio e con il sociologo Franco Garelli) il convegno dei cattolici del Pd, il 27 febbraio a Roma. C´è da scommettere che lo stesso cardinale Tarcisio Bertone, salesiano di formazione, apprezzerà la scelta dell´amico don Carlo.
E insomma, i cattolici dei democratici passano all´attacco. Lasciandosi alle spalle certi antichi rancori tra i prodiani "cattolici adulti" come Rosy Bindi e Franco Monaco e i teodem Paola Binetti o Emanuela Baio, i cristiano-sociali o gli stessi Popolari. Tutti insieme, uniti, stanno predisponendo la convention. A volere l´iniziativa è stato soprattutto Dario Franceschini, vice di Veltroni, leader cattolico popolare. Su Franceschini si scaricano tutti i malumori e le tensioni che scuotono in queste ore i cattolici nel Pd. La vicenda dell´accordo con i Radicali, per dire. Lo hanno tempestato di sms e di telefonate. Lo hanno anche accusato di esserci «veltronizzato» se non ci fosse stato un chiarimento, e cioè che «i cattolici sono radice essenziale del Pd al pari di chi proviene dalla tradizione socialista e che non possono esserci derive laiciste». A un certo punto lui, il pacato Franceschini, è sbottato: «Dimostriamo nei fatti dove sono i cattolici in politica». Nel Pd, appunto.
Oltre cento parlamentari, consiglieri regionali, comunali, provinciali ma rigorosamente in platea. A parlare dal palco esponenti delle associazioni ecclesiali, sindacalisti, intellettuali. Poi si aprirà il dibattito. E il titolo della convention la dice lunga sulle intenzioni di «rassicurare la base cattolica e le gerarchie», rimarca la Binetti, perché è «Educare al bene comune», lo stesso tema delle settimane sociali della Chiesa. Conclusione e saluto di Veltroni. I cattolici del Pd hanno un doppio obiettivo: da un lato mostrare che non sono affatto «irrilevanti» e che un´eventuale presenza dei Radicali nelle liste non snatura la fisionomia del partito nato dall´accoppiamento di Ds e Margherita; dall´altro, approfittare del momento che giudicano propizio per raccogliere i consensi cattolici. Certamente, ragiona Francesco Saverio Garofani, queste elezioni potranno rappresentare «un test» sull´atteggiamento dei cattolici che si trovano a scegliere tra centrosinistra, la destra e un centro peraltro frammentato.
Fioroni insiste: «Ripeto, la questione cattolica ormai si è aperta nel centrodestra perché il Pdl di Berlusconi e Fini è diventato conservatore e di destra e ha spostato la sua posizione su rive quanto più distanti dalla dottrina sociale della Chiesa. L´apparentamento con Ferrara è lo specchietto per annacquare questa situazione. A Formigoni e a Pisanu ho chiesto: siete consapevoli della sempre maggiore lontananza tra voi e il mondo cattolico?». Nonostante all´Assemblea costituente di sabato, un´ondata di irritazione abbia attraversato i cattolici Popolari e teodem quando il segretario ha dichiarato di volere accogliere «Emma Bonino e il suo partito», il giorno dopo prevale «l´ottimismo del fare». Emanuela Baio è convinta che, «forse sarebbe stato meglio spiegare non solo che la 194 non si modifica ma anche che va attuata completamente». È altresì sicura che un programma «in cui si parla molto di famiglia va incontro alle richieste dei cattolici» e che solo «poche personalità radicali» saranno ben accette. La Baio è stata incaricata di invitare esponenti delle Acli, dei Focolarini, dell´Azione cattolica. Giorgio Merlo, un "fedelissimo" di Franceschini, è un altro degli organizzatori.
Rosy Bindi alla Costituente ha affermato che il Pd «non lascerà i cattolici a Ferrara, Casini o Pezzotta». Precisa ora che questo non si fa attraverso «correnti cattoliche», bensì «non inseguendo la strumentalità con cui Ferrara introduce i temi etici nella campagna elettorale». Tutti d´accordo. Franceschini qualche giorno fa aveva dichiarato: «Non c´è nulla di più rabbrividente che fare delle questioni eticamente sensibili, aborto in testa, un terreno di scontro tra laici e cattolici da cavalcare in campagna elettorale, è una cosa che tutti dobbiamo sfuggire». Condivide pure la Binetti, esprimendo un desiderio: «Vorrei non sentire più nessuno dire che i cattolici non possono stare a sinistra. Anche se sui Radicali ho già detto tutto il mio dissenso, sono contagiata da un certo ottimismo: ci sono tanti cattolici nel Pd e , miracolo, sono pure uniti».

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