venerdì 18 gennaio 2008

Ricercatori Usa creano 5 embrioni umani partendo da una cellula della pelle

l’Unità 18.1.08
Ricercatori Usa creano 5 embrioni umani partendo da una cellula della pelle
L’annuncio della rivista scientifica Stem Cells potrebbe aprire la strada alla produzione di staminali per terapie personalizzate. La ricerca finanziata da privati
di Pietro Greco

È la prima volta che succede. Hanno ottenuto embrioni umani sani, lasciati sviluppare fino allo stadio di blastocisti, attraverso il metodo per trasferimento di nuclei prelevati da cellule somatiche adulte sane. Il risultato, hanno dichiarato gli autori dell'esperimento, è di grande importanza per sviluppare un processo di clonazione terapeutica umana ad alta efficienza. Loro, gli autori, sono Andrew French e un gruppo di suoi collaboratori in forze alla Stemagen (una società privata di ricerca) di La Jolla in California, che ieri hanno pubblicato sulla rivista «Stem Cells» un articolo in cui rendono conto dello sviluppo di blastocisti umane ottenute per clonazione mediante il metodo ormai classico del trasferimento di nucleo a partire da cellule adulte.
Gli embrioni sono stati fatti sviluppare fino al livello di blastocisti, ovvero all'aggregato di poche cellule che si ottiene attraverso lo sviluppo dell'embrione per meno di una settimana. French e i suoi collaboratori hanno verificato, con una serie di test, che i cinque embrioni prodotti sono effettivamente «embrioni-cloni», ovvero hanno il patrimonio genetico del donatore del nucleo cellulare. È stato analizzato anche il Dna mitocondriale e, come atteso, corrisponde a quello della donatrice dell'ovocita.
Le novità maggiori sono tre. La prima è che i ricercatori californiani hanno dimostrato che la clonazione per trasferimento di un nucleo prelevato da cellule differenziate adulte del corpo umano possono essere utilizzate per ottenere embrioni umani. La seconda è che il processo inizia ad avere un'efficienza relativamente elevata. Infatti, il gruppo avrebbe ottenuto 5 embrioni a partire da «soli» 29 ovociti, donati da tre diverse donne in cui è stato trasferito il nucleo di cellule somatiche prelevate dalla pelle di due maschi. La terza è che finora i pochi embrioni umani clonati erano stati ottenuti a partire da nuclei prelevati da staminali in laboratorio e non da cellule differenziate adulte prelevate dal corpo di una persona. Se i risultati di French e collaboratori verranno confermati, avremmo la prova non solo che la tecnica con la quale è stata fatta nascere la pecora Dolly può essere usata anche per l'uomo. Ma che la sua efficienza sarebbe piuttosto alta. Inoltre avremmo la possibilità di utilizzare questi embrioni umani per ottenere cellule staminali embrionali totipotenti. E, nel caso riuscissimo a utilizzare queste cellule a fini terapeutici, potremmo finalmente evitare i fenomeni di rigetto. Infatti i nuclei potrebbero essere prelevati dalle cellule somatiche del malato a cui reimpiantarle.
Ma stiamo già parlando di un futuro indeterminato. Per ora possiamo dire che i risultati della ricerca sono stati pubblicati su una delle riviste scientifiche specializzate in ricerca sulle cellule staminali più accreditate al mondo. E anche se, come è giusto che sia, non mancano gli scettici, va considerata affidabile. E va considerata un importante passo avanti da un punto di vista scientifico. Non tanto perché rende più vicina la possibilità di usare cellule staminali embrionali per fini terapeutici, ma perché - come sostiene Carlo Alberto Redi, docente dell'università di Pavia, membro dell'Accademia dei Lincei ed esperto di staminali e di biologia dello sviluppo - ci aiuta a capire meglio la biologia delle cellule staminali.
Va detto che in Italia una ricerca del genere non potrebbe essere realizzata. Ma negli Stati Unti è lecita, purché sia realizzata con fondi privati (come è avvenuta in questo caso) o comunque non federali. Certo, i problemi etici restano. Alcuni sono contrari in linea di principio alla produzione di embrioni a fini terapeutici. Altri sostengono che sono preferibili altre vie: come quelle esplorate di recente, che consentono di ottenere staminali embrionali senza lo sviluppo di embrioni. Ma quelle tecniche producono cellule staminali embrionali più «sporche» - malate e/o con retrovirus - mentre la clonazione per trasferimento di nucleo le sviluppa in maniera «più pulita».
La discussione resta aperta. Ma certo è da riaggiornare.

Nessun commento: