martedì 15 gennaio 2008

Bonino: “Il pontefice imbavagliato? Ma se è l’unico che parla sempre”

Bonino: “Il pontefice imbavagliato? Ma se è l’unico che parla sempre”

Il Giornale del 15 gennaio 2008, pag. 6

Ma quale censura? Semmai è il Papa che parla fin troppo mentre ai laici viene dato poco spazio. Ai microfoni di Radio Radicale Emma Bonino, ministro per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee, si schiera sul fronte di quelli per i quali sarebbe meglio che all’università il Santo Padre non ci mettesse proprio piede. La Bonino esclude che ci sia la volontà di chiudere la bocca alla Chiesa. Per lei e per tutti i radicali il problema è contrario, il bavaglio è stato messo ai laici. «Nessuno vuole imbavagliare il Papa o togliergli la parola - assicura la Bonino -. Trovo preoccupante quel che si constata ogni giorno: l’unico che ha la parola, mattina e sera, è appunto il Papa, con i suoi seguaci, e la morale cattolica».


Nessuno scandalo dunque se un gruppo di professori chiede al rettore di non invitare Benedetto XVI alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. Nessun problema se collettivi studenteschi e associazioni omosessuali scenderanno in piazza contro questa visita visto che, secondo la Bonino, in Italia domina il monopensiero del Vaticano. «Chiunque pensi diversamente, chiunque si trovi, ad assumere responsabilità che devono rispondere a bisogni dei cittadini italiani, qualunque confessione abbiano, si ritrova a non avere voce. Le voci laiche sono spente», protesta il ministro radicale che poi auspica che almeno il ministro dell’Università, Fabio Mussi, faccia sentire la corda laica del governo. «Non so se Mussi, che parlerà alla Sapienza, dirà qualcosa in questo augurarsi che la posizione più laica sia fatta propria da qualcuno che, terrà gli interventi e non si lasci appunto l’unica parola a chi già sentiamo dai Tg in tutte le salse, a tutte le ore».



Anche per il socialista Enrico Boselli «nessuno vuole mettere il bavaglio al Papa che è libero di dire ciò che vuole». Una volta che lo ha detto, però, aggiunge Boselli, deve incassare le inevitabili proteste. «Deve essere chiaro che se Benedetto XVI, come ormai fa puntualmente, interviene direttamente su temi fondamentali come la sessualità e la libertà della scienza, invocando il braccio secolare dello Stato per far diventar legge il suo magistero, è inevitabile che sia coinvolto in polemiche e contestazioni - osserva il socialista -.. Nessuno deve impedirgli di parlare perché questo sarebbe un atto illiberale, ma nessuno può vietare manifestazioni di protesta che si svolgono nei limiti della legge».



Favorevole alla censura nei confronti del Papa pure la senatrice di Rifondazione comunista Lidia Menapace, che prima di tutto manifesta la sua «solidarietà agli studenti di Fisica e Scienze, ai docenti che hanno scritto al rettore e a tutti quelli che protestano contro l’invito a Ratzinger». Poi accusa Radio Vaticana di parlare di censura «a sproposito» e chiede «se il presidente Napolitano, in base all’art. 7 della Costituzione, sarà invitato a presenziare all’inaugurazione dell’anno accademico della Gregoriana». La Menapace poi apprezza che la protesta degli scienziati riguardi proprio la difesa della figura di Galileo.

Nessun commento: