domenica 20 gennaio 2008

Adonis sulla relgione

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Lei è famoso anche per essere un poeta laico all'interno della cultura araba: che giudizio dà oggi della rinascita dei fondamentalismi, sia che si tratti di fondamentalismo cristiano, islamico o ebraico?

L'ho già detto più volte e lo ripeto: per me il fondamentalismo è un segno della decadenza della religione stessa. Si parla moltissimo del ritorno delle religioni e si discute spesso di questo fenomeno.
Secondo me, però, non si tratta di un fenomeno di ritorno ma è il segno della fine delle religioni. Inoltre si deve considerare che questo fenomeno non è assolutamente un ritorno di tipo spirituale, ma semmai di tipo politico che utilizza la religione come strumento per difendere interessi economici e politici. Dunque è decisamente un segno nefasto sia per la religione che per lo spirito religioso.

Qual è il suo rapporto con la religione o con il suo credo?

Fino ad ora abbiamo parlato di religione e non di fede. Io ho un grandissimo rispetto per la fede, qualsiasi essa sia, anche la fede di quelle persone che credono, per esempio, in una pietra. La religione invece, come fenomeno istituzionalizzato o politicizzato, diventa una forza nefasta per l'essere umano stesso. Per questo quando parlo di religione voglio precisare la distinzione tra religione di tipo istituzionale e fede del singolo individuo che rispetto profondamente.

Recentemente lei si è espresso in termini molto critici sul monoteismo affermando che sarebbe necessario cambiarlo. Cosa voleva dire?

Il monoteismo è la negazione dell'altro e di tutti coloro che non credono a quello in cui il monoteista crede. Abbiamo tre monoteismi e tre concezioni di dio, quindi anche dio è plurale, secondo questa visione. Parlando poi da un punto di vista storico, il monoteismo ha creato dittature, guerre, razzismo e tutto quello che praticamente è contro l'essere umano.
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da un'intervista di
Paola Pittei
Liberazione 14 ottobre 2004

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